sabato 18 giugno 2016

Un cadavere al momento giusto

18 giugno 

di Leonardo Mazzei da sollevazione
 

Un pazzo o un provocatore manovrato? Chi ha davvero ucciso la deputata anti-Brexit?
Intanto gli europeisti festeggiano...

Vogliamo iniziare dicendoci subito la verità senza troppi preamboli? Bene, la verità che tutti possono vedere è che il fronte europeista è in festa. Il resto è solo ipocrisia. Come quella de la Repubblica: «Le borse - tristemente - reagiscono positivamente all'assassinio della deputata laburista inglese». Tristemente ma positivamente. Possiamo immaginarci la tristezza...

L'odioso omicidio della parlamentare laburista Jo Cox ha innescato un'ipocrisia altrettanto ripugnante. Il fronte europeista, ormai a corto di argomenti e sotto nei sondaggi, ha adesso un'arma in più, forse quella decisiva. E mentre finge di piangere la vittima dell'attentato, se potesse erigerebbe un monumento all'assassino, quel Thomas Mair che si dice sostenitore dei neonazisti americani della National Alliance. Un ambientino, quest'ultimo, che non è difficile immaginare quanto sia infiltrato dall'intelligence americana.

I "mercati", i famosi mercati finanziari, ormai l'unico luogo al quale i fanatici europeisti riconoscono il diritto di decidere, hanno effettivamente già salutato con entusiasmo l'uccisione della Cox. Citiamo ancora da Repubblica: «La reazione positiva (e triste) delle borse. L'uccisione della deputata laburista Jo Cox, segnalano gli operatori, ha stravolto le carte in tavola nel dibattito politico in vista del referendum del 23 giugno e, sui mercati finanziari, favorisce l'idea che i britannici siano meno inclini a votare l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea».


Vedremo tra sei giorni se le cose andranno davvero così. Certe operazioni di propaganda di solito hanno successo, ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Ne sa qualcosa Mariano Rajoy, che nel 2004 finì battuto a sorpresa da Zapatero nelle elezioni spagnole per aver tentato di strumentalizzare in maniera troppo plateale gli attentati di Madrid, che tre giorni prima del voto avevano provocato 191 morti.

Ma torniamo all'assassinio di Birstall, il cui tempismo è davvero folgorante. I difensori della permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea erano ormai in affanno, tutti i principali argomenti della campagna terroristica anti-Brexit (il crollo economico, la terza guerra mondiale, la fine della civiltà occidentale...) già utilizzati. Cosa inventarsi allora?

Noi non sappiamo chi ha deciso la fine di Jo Cox, ma di certo lorsignori non avrebbero saputo architettare qualcosa di meglio. Chi è poi Thomas Mair? Quel che sappiamo è che era in cura psichiatrica. Dunque, un pazzo. Magari un pazzo pilotato da altri.

Gli europeisti dovrebbero vergognarsi della loro propaganda. Hanno avuto mesi, mezzi, soldi, media, potere per convincere l'elettorato britannico a votare Remain. Non hanno avuto successo. Ed ora, da quegli avvoltoi senza scrupoli che sono, si sono gettati sul cadavere della Cox - uccisa magari dalle trame dei servizi di qualcuno di loro.

Chi scrive non ha la malattia del complottismo. Non si spiegano le cose del mondo vedendo ovunque complotti. Ma naturalmente i complotti esistono, ed in questo caso l'ipotesi di una smaccata operazione anti-Brexit appare più che lecita.

Prescindendo qui dalla cronaca - ad esempio, sembra che le parole «Britain First» messe dai media in bocca all'omicida non siano mai state in realtà pronunciate, visto che il testimone le ha recisamente smentite - quel che dovrebbe far riflettere sono tre cose: la tempistica, la scelta della vittima, la personalità dell'omicida.

Lo abbiamo già detto, la tempistica è semplicemente perfetta. Provocare uno choc ad una settimana dal voto - peraltro nel momento di massima difficoltà dei sostenitori del Remain - consente di strumentalizzare l'accaduto per tutta l'ultima fase della campagna elettorale. Anche la vittima è perfetta: donna, laburista e anti-Brexit, che si vuole di più? Ma perfetto è pure l'omicida: un signor nessuno, che proprio perché tale verrà presentato come l'effetto normale della campagna per il Leave.
Non siamo tra quelli che pensano che la CIA manovri al Qaeda e l'Isis, ma pilotare un pazzo isolato può essere assai facile e redditizio. E qui le cose sono troppo "perfette". 

Vedremo giovedì prossimo quanto peserà l'omicidio di ieri nelle urne. Nel frattempo avremo qualche giorno per vomitare. Sì vomitare, perché vomitevole è l'argomentare degli europeisti, il loro gioire attorno al corpo senza vita di una giovane donna, quel cadavere arrivato proprio al momento giusto per ridare fiato alle trombe della loro propaganda.

Una propaganda che si basa ormai su un unico fattore: la paura. Chissà se gli basterà. Noi ci auguriamo proprio di no. Viene sempre il momento in cui la verità si impone sulla paura. Non sappiamo come andrà il referendum del 23, ma prima o poi il mostro dell'Unione Europea verrà sconfitto, di questo siamo certi. 

Reazioni:

2 commenti:

  1. Strategia della tensione. Ne sappiamo qualcosa!

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  2. Già. Come si dice, non credo nelle coincidenze.

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