mercoledì 8 giugno 2016

Perchè al ballottaggio voterei Raggi, anzi Berdini

dal Blog di Maurizio Acerbo

 A Roma sta accadendo un fatto politico gigantesco. Il principale partito di opposizione, finora ambiguo sui temi più spinosi, sceglie per il governo della Capitale di affidare a uno dei più combattivi urbanisti di sinistra e ambientalisti l’assessorato all’urbanistica nella città in cui la sottomissione della politica di centrosinistra e centrodestra ai palazzinari è stata trasversale e costante da decenni.
Non posso che fare i complimenti alla Raggi. Se il M5S propone Paolo Berdini come assessore all’urbanistica a Roma penso che ogni persona di sinistra e ogni ambientalista non possa che andare a votare per la Raggi.
A mio parere anche senza Paolo per dare una sonora lezione a Renzi e mandare all’opposizione il partito trasversale degli affari bisognerebbe votare M5S al ballottaggio. Comprendo però che in molti trovino le ambiguità su temi importanti e il qualunquismo del M5S fastidiosi. ma con la proposta di Paolo il M5S sceglie non solo nel programma ma anche nelle persone di dare un profilo al governo della città che non possiamo che apprezzare.
L’indicazione di un compagno come Paolo all’urbanistica significherebbe, a tanti anni da Petroselli, togliere dalle grinfie dei palazzinari e della speculazione la loro capitale immorale e portare al governo della città il meglio della cultura di sinistra e ambientalista.
A questo punto ritengo che non ci possa essere equidistanza astensionistica.
Confido che Stefano Fassina e le compagne e i compagni che hanno faticosamente costruito SinistraxRoma a questo punto si schierino nettamente per un voto convinto di sinistra al ballottaggio.
Spero che lo facciano almeno l’Altra Europa e il PRC.
Ai compagni romani spetta la decisione ma ritengo che non si può non considerare un fatto politico come questo.
Oggettivamente con l’ingresso in giunta di Paolo Berdini – il cui valore politico va aldilà dell’urbanistica – il profilo della proposta assume un segno che non può lasciarci indifferenti. Anzi dovrebbe entusiasmarci.
E sarebbe miope mostrare quella chiusura settaria e integralista che contestiamo sempre al M5S o anteporre gli equilibri interni di SEL-SI o di qualunque altro ai doveri che ci competono.
Paolo Berdini è un compagno. E’ uno di noi. Ed è uno di quelli che le battaglie le ha sempre fatte con competenza e passione civile con libri, dossier, articoli sulle pagine del Manifesto e ovunque possibile, davanti alle telecamere di Report, in mille riunioni e convegni, sempre a disposizione di comitati e associazioni, movimenti. E’ uno di sinistra sul serio, non per finta.
Paolo Berdini ha raccontato per anni i guasti che l’intreccio tra neoliberismo e politica corrotta o subalterna hanno prodotto nelle nostre città (e non solo in campo urbanistico!).
Non lo scrivo solo perchè è un vecchio amico a cui rompo le scatole da anni ogni volta che mi serve un supporto scientifico in qualche battaglia urbanistica. Lo scrivo perché la verità è rivoluzionaria: proponendo Paolo all’urbanistica M5S fa nei fatti una scelta di campo a Roma che vale più di mille slogan. E penso che sia dovere sostenerla. Non capiterà facilmente un’altra occasione del genere.

Se diciamo che c’è bisogno di un movimento di liberazione nazionale dal neoliberismo e da classi dirigenti corrotte, colluse, subalterne a poteri economici sempre più parassitari e antisociali non possiamo che riconoscere che la scelta di Paolo va in quella direzione.
Aggiungo che anche l’assessore ai rifiuti viene dal nostro mondo e quello dei rifiuti è un altro pezzo del sistema politico affaristico che ha avvelenato Roma e l’Italia. E alla cultura ci sarebbe Tomaso Montanari.
A questo punto una posizione astensionistica nel ballottaggio mi sembra a dir poco insensata.
Beppe Grillo mi ha fatto incazzare tante volte, ma questa volta merita applausi a scena aperta.
Maurizio Acerbo
P.S.: la Raggi che offre assessorato a Paolo e parallelamente le polemiche contro Fassina degli esponenti di Sel nostalgici delle giunte col PD confermano tutte le ragioni per cui tanti non si fidano ancora di “noi” o più dolorosamente non vogliono nemmeno più starci a sentire.Essendo membro della segreteria nazionale del PRC e del comitato nazionale dell’Altra Europa tengo a precisare che quanto ho scritto è la mia opinione personale. Ovviamente auspico che divenga la posizione anche delle compagne e dei compagni con cui condivido la militanza.

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