mercoledì 1 giugno 2016

Attacco al potere 2: propaganda antirussa per stomaci fetenti

Voglio parlare di cose leggere: il cinema, anche se tanto leggere alla fine non sono. 
Mi irrita la pervicace propaganda antirussa dell maggioranza di film e serie TV americane, che nella graduatoria ufficiosa supera ormai di gran lunga quella anticoreana, anticubana (adesso siamo quasi amiconi), antiaraba (qui non si va tanto per il sottile, anche se Arabia Saudita ed Emirati Arabi sono buoni amici). Prendete Blindspot, CSI Miami, NCIS (nelle varie edizioni), The Black List e non ricordo più quanti altri telefilm. Un tocco di propagnda contro il tiranno machista russo è d'obbligo. Sempre, secondo me da contratto con le agenzie. Riguardo ai film devo fare mente locale, ma se ci penso dal film di John Milius Alba Rossa a oggi non è cambiato molto. Insopportabile poi il tono autocelebrativo dei good guys irrimendiabilmente buoni e dalla parte giusta della barricata. L'ultima chicca è "Attacco al potere 2. London has fallen", dove il protagonista è persino sadico contro gli arabi cattivi, tanto per fare da controcanto alle peggiori flatulenze delle pance occidentali. Il bersaglio privilegiato però sono i russi, privati di qualsiasi legittimità anche formale, tanto da cacciarli via da un funerale di stato: " manca il presidente russo" si insinua sibillina la voce della donna propotipo clintoniana, "non ne sentiremo la mancanza". Un capolavoro di propaganda.
Scusate, ma questi mi stanno davvero rendendo simpatico Putin.
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