lunedì 18 aprile 2016

Perche voi siete voi e io non sono un cazzo

di Nicodemo

Come ho avuto più volte occasione di dire, del popolo non mi frega nulla. Di questo ammasso inconsapevole e berciante, immerso nel brutto e nel banale, di cui beffardamente si nutre, non potrebbe fregarmene di meno. Io aspiro alla nobiltà distaccata del superuomo, senza il fastidio della crudeltà e con il privilegio dello sberleffo. Purtroppo detesto ancor più oligarchi e aristocratici puzzoni e infingardi e vorrei vederli sfilare davanti a una ghigliottina. 
Odio chi ruba il mondo per sciuparlo senza ritegno e lasciarci briciole verminose come premio, facendoci credere che questo è l'unico modo per noi di sopravvivere. Per questo motivo mi tocca difendere la ragione di classe e l'ecologia e fare anche finta di essere un rivoluzionario con i rivoluzionari, perchè quelli almeno hanno passione vera e vorrebbero aggiustare il mondo a colpi di mazza.
Il popolo non vota e scaccia la politica come una mosca in Agosto dentro una stalla e sbava reclamando giustizia contro chi sta peggio di lui, perchè non sia mai detto che sono l'ultimo negro che c'è sulla faccia della terra. 
Che fare? Un po' di bile nera dobbiamo per forza tirarla via dal fegato malato, quando questo popolo indolente sputa su quanto c'è di più prezioso per fare dispetto a se stesso, altrimenti non ti rimane che l'atarassia del cinico tramortito dal vino e lo sguardo vacuo del turista che cerca il paradiso, ma si ritrova a Ladispoli di Domenica.
Domani ci calmiamo, recuperiamo l'aplomb e ricominciamo a fare  discorsi seri e accorati, pieni di sensi della vita e dell'ardore dei frequentatori notturni di osteria. Domani.


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