domenica 29 novembre 2015

La melma del Grillo

Si può attribuire alla melma virtù feconde? Può esistere una melma di coltura, incubatrice di nuovi organismi sociali, capaci di ripopolare l’esangue ecosistema politico attuale? “Sasso che rotola non fa muschio”, una frase famosa che gioca sull’ambiguità dell’attribuzione di qualità negative o positive del muschio a seconda della prospettiva e degli schemi mentali di ciascuno. 
Bene, non voglio dare per scontato che l’attributo melma abbia una valenza negativa, sebbene appaia ovvio che melma esprime anche un giudizio morale. Di sicuro la melma è al momento tutto ciò che abbiamo. Abbiamo sognato ampie praterie lambite da acque cristalline e irradiate dal sol dell’avvenire, ma appunto erano sogni. La realtà è un’altra e si manifesta chiaramente sotto forma di sostanza opaca e vischiosa, somma e commistione di umori neri e bianchi. Umori di un’umanità composita, non filtrati adeguatamente da culture universali. 
Ebbene il grillismo è melma. Non suoni come un insulto, ma chi come me frequenta la rete e fruga nei forum e nei social network, si accorge facilmente che il grillismo è un insieme di rivendicazioni sociali e politiche giuste, frammiste a razzismo, xenofobia, fervore securitario, legalitarismo spiccio e una buona spruzzata di irrazionalismo antiscientista. Come ho avuto modo di dire più di un’occasione, è il popolo. Il popolo è tutto ciò, tutto e il contrario di tutto: solidarietà ed egoismo, razzismo e multiculturalismo, clericalismo e anticlericalismo, razionalismo e irrazionalismo. Ragione e oscurantismo, reazione e progresso. Il popolo è melma? Si, ma facciamocene una ragione, in quella melma sguazziamo tutti e noi stessi siamo melma.

Piaccia o non piaccia è con questo che dobbiamo fare i conti, ed è nella melma che dobbiamo immergerci per trovare risposte e compromessi nell’agire.

Per quanto una canaglia spocchiosa e saccente come me possa trovarsi a disagio laddove non c’è purezza di spirito e nobiltà di pensiero, è in nelle pieghe annerite e maleodoranti della società che si trova la gran massa degli individui, persone che al bon ton e alla cultura borghese, raffinata quanto ipocrita, preferiscono l’orrido nazionalpopolare, vero emblema di ribellione delle classi più umili, ed è con quegli individui che devo dialogare per trovare una accordo che migliori la vita di tutti.

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