sabato 12 settembre 2015

Il senso della sinistra per la fregatura


Il senso della sinistra per la fregatura

Ho perseverato nell’idea di Europa prima di accorgermi che le idee vanno bene fintantoché è la realtà che detta le regole e non l’immaginario, sia esso collettivo, lascito di una storia densa di passione e sangue, o individuale, frutto malato del solipsismo dell’intellettuale avvolto dalla muffa di vecchi scaffali. L’immaginario è tendere a qualcosa che trascende il quotidiano, ma spesso è pura ideologia. Il materialista non si nutre d’immaginario, ma di fatti tangibili.

L’Europa è il nostro campo privilegiato, i conflitti sono globali, i diritti vanno globalizzati. Strano, perché mai un diritto non può essere globalizzato se hai una moneta sovrana?

Marx era internazionalista. Si, ma Marx non è il vangelo, era internazionalista e non protezionista certo, seguiva una prassi conseguente alla sua scienza economica, ma era principalmente un materialista, un positivista, niente di immaginario. Avrebbe potuto essere tutto e il contrario di tutto se avesse inteso come contingente un certo agire piuttosto che un altro.

D’accordo Tsipras ha dovuto cedere per la forza del nemico, ma se avesse valutato meglio la situazione forse non avrebbe ceduto o forse lo avrebbe fatto da posizioni più nette. Non puoi volere la fine dell’austerità e allo stesso tempo continuare a volere ciò che la alimenta. È come non volersi scottare, ma rifiutarsi di spegnere l’incendio. Il problema sta tutto lì, l’Europa immaginata si scontra con l’Europa reale, la cui costituzione, e sottolineo costituzione, cioè l’architrave su cui si reggono l'insieme di regole, norme, pesi e contrappesi della legislazione e dell'ispirazione democratica di uno stato, non permette deroghe a certe regole. Sappiamo benissimo che per cambiare gli elementi costituenti di un aggregato così imponente, come una nazione di popoli e stati, occorre un consenso larghissimo o una rivoluzione. Dannatamente improbabile direi. Tutto questo poi perché? Per realizzare un esperimento che parte da un anelito ideale: dimostrare che la bramata Europa è possibile. È fin troppo facile dimostrare che difficilmente può esistere un qualcosa senza che esistano le dovute premesse. Dov’è l’unità dei popoli? Dov’è la comunanza dei valori, l’unione politica, l’integrazione fiscale? 

Facciamo prima l'unità monetaria poi si vedrà. Si è visto, abbiamo offerto i nostri soldi al mercantilismo tedesco  su un piatto d'argento.
Gli stati nazione sono un retaggio di un passato fatto di guerre e sopraffazione... Stato nazione, suona così male alle orecchie progressiste. Eppure "stati sovrani" per nulla defunti all'interno della stessa Europa,  sono fra i maggiori responsabili di guerre infami che hanno portato allo smembramento della Libia e allo sfacelo della Siria. Andiamo chi poi crederebbe ad un Belgio sovrano che fa la guerra all'Austria? 

Non è meglio piuttosto che un'Europa senza linfa nè anima, un'Europa confederazione di stati sovrani?

Si fa qualcosa di sbagliato, sapendo che è sbagliato perché si crede che l’errore produrrà comunque alla fine qualcosa di giusto.

Non possiamo chiedere più forza e più consenso per Tsipras se non sappiamo come utilizzerà questa forza. L’ambiguità e la retorica non servono a nulla: “diamo forza a Tsipras, Podemos e altri perché sono di sinistra e la sinistra combatterà l’austerità se ne avrà il potere”. Torniamo indietro di una casella. Come? Il militante di sinistra è molto paziente, ma non si può sperare in una compattezza del popolo di sinistra se non si capisce cosa farà esattamente Tsipras del suo potere e quando esattamente dirà la fatidica parola: fuori dall’euro e fuori da questa Europa, perché non esistono le condizioni. Qui si che uno sforzo di fantasia servirebbe, perché occorre immaginare quando e come contrattaccare.

Forse ormai è troppo tardi: non si può non essere con Tsipras dopo l’investimento massiccio nei suoi confronti. Non si può più tornare indietro, anzi si deve insistere perché “sull’euro non bisogna dargliela vinta” . Bella tattica. Non possiamo dire che abbiamo sbagliato tutto e non possiamo più permetterci la chiarezza delle nostre posizioni. Dal materialismo recediamo al sofismo. Ma questo è un ricatto duro da sopportare per tutti noi di sinistra ed è colpa loro, di quelli che ci hanno guidato fino ad ora e ci hanno costretto con i nostri pochi mezzi di semplici militanti a capire, in ritardo, quello che essi avrebbero dovuto capire da tempo: che l’euro e questa Europa sono una fregatura. 


Reazioni:

7 commenti:

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  2. Amara verità, caro Franco. Le ultime vicende di questo arroccamento demenziale su Tsipras della "nascente nuova sinistra" italiana me la fanno vedere già morta e mi stanno facendo sentire per la prima volta in vita mia l'impetuosa necessità di non interessarmi più della politica per respirare vita. Un misto di angoscia e senso di liberazione. Possibile?

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  3. Hanno voluto fare l'Europa a modo loro, ed invece l'hanno distrutta! Non si può costruire un muro usando mattoni diversi in formato grandezza colore e sostanza , perché poi quel muro crollerà presto!

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  4. Fintanto che a dettare legge nella comunità europea saranno i poteri economici forti, ovvero banche e finanziarie l' Europa sarà solo una illusione.
    Non si può mettere insieme tanti stati così diversi tra loro solo con il legante economico e mercantile.
    Si può fare, ma con regole molto più stringenti delle attuali, affinchè non dia strapotere alle economie forti (questo è ciò che attualmente accade) a danno delle economie deboli.
    Su queste basi l'UNIONE EUROPEA, come la intendevano i primi pensatori, ha ancora da venire.

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  5. Hanno creduto di creare una Europa come se fosse una grande famiglia, ed invece non lo è, perché è una famiglia fatta di nazioni estranee, conservando quindi ciascuna le proprie leggi e tradizioni. Invece ogni nazione avrebbe dovuto rinnegare e dimenticare leggi e tradizioni, per assumerne di nuove e soprattutto rispettate da tutti! Come fecero gli Stati Uniti. Invece hanno creato un'accozzaglia di gente che non va d'accordo in tutto, escluso sull'Euro!!

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  6. Ma se non parliamo neanche la stessa lingua in Europa, ma 10-20 lingue diverse, come ci possiamo capire? A gesti? Ma certo, come facevano i capi pellirosse quando si incontravano per discutere?

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  7. Che vogliono da me? Ch’io debba rimuovere lieve
    quella parvenza d’ingiusto che turba un po’, talvolta,
    il moto puro dei loro spiriti.
    Certo è strano non abitare più sulla terra,
    non più seguir costumi appena appresi,
    alle rose e alle altre cose che hanno in sé una promessa
    non dar significanza di futuro umano;
    quel che eravamo in mani tanto, tanto ansiose
    non esserlo più, e infine il proprio nome
    abbandonarlo, come un balocco rotto.
    Strano non desiderare quel che desideravi. Strano
    quel che era collegato da rapporto
    vederlo fluttuare, sciolto nello spazio. Ed è faticoso
    esser morti (R.M. Rilke). Forse conviene stare vivi: d'altronde abbiamo delle incombenze. Un caro saluto a Franco e Peppe.

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