domenica 16 agosto 2015

Scienza sinistra

Me lo ero ripromesso, volevo scrivere ancora qualcosa sulla sinistra e la scienza, lo ha fatto Micromega molto meglio di quanto avrei potuto farlo io, nell'ultimo numero dell'almanacco della scienza. 
Non è un argomento di poco conto, poiché con l'irrazionalità e con le narrazioni sole non si costruiscono alternative politiche. La narrazione è un buon stimolo all'azione e serve per dare una trama accattivante a contenuti solidi, ma spesso noiosi. Le storie narrate, l'immaginario, l'identità che si costruisce come proiezione di un'ideale "trascendente", sono la materia che da alimento alla passione, e la passione è essenziale per il successo di un'impresa. Ma non basta. Se la narrazione diventa autonomia del politico e questa l'unica sorgente di verità, sarà fine a se stessa e si tramuterà presto in una album  di ricordi, belli e calorosi, ma inutili al fine di creare un mondo più vivibile. Occorre conoscenza vera, l'abbandono di pratiche irrazionalistiche e il ritorno a una scienza positiva, come strumento flessibile e affidabile, da usare con cura, ma senza per questo additarla continuamente a sistema di riproduzione del potere capitalista.
Perderemo per strada molta gente, amanti del post-moderno e del post- strutturalismo e chissà quanti altri post, cultori delle medicine alternative, complottisti, sciachimisti, pasdaran del cibo biologico, animalisti, anti OGM a prescindere ecc, ma ne guadagneremo in conoscenza e ed efficienza nell'azione. 
In fondo c'è spazio anche per l'irrazionale, ma durante la ricreazione, non quando si fa sul serio.

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