lunedì 8 dicembre 2014

Sinistra e pulsione di morte

La sinistra  ha enormi praterie in Italia con Renzi e con la collaborazione di Grillo. È quello che si dice.  
Sbagli ne fanno tutti, ma in Italia per la sinistra non si tratta di sbagliare, si tratta come direbbe un qualche psicoanalista da discount di pulsione di morte. Si perché cos'altro se non il suicidio potrebbe spiegare un tale comportamento?
 
I motivi per cui non si superano gli steccati e l'ovvietà dell'essere autoreferenziali li conosciamo, ma il primo luogo direi che diversamente dalla sinistra spagnola o da quelle di altre realtà, capaci di dissociazioni creative, la sinistra italiana non  riesce a metacomunicare. Riesce a vedere solo quello che viene proiettato dalle periferie mentali dei suoi sconfinati territori, ma non può guardarsi né giudicarsi dall'esterno.
Per questo le varie anime non si mettono d'accordo, non possono fare una cosa sensata fintantoché il senso è il dito che non indica un bel niente. Stretta in una morsa mortale e incalzata dal dilagare della realtà vera che non riesce a comprendere né a dominare, non le rimane che il suicidio, effetto di una depressione cronica.

Per la sinistra ci vuole la purezza dell'idiota per capire, perché qualsiasi concetto appena un po' complicato finirebbe per avvitarla in una spirale senza fine né costrutto. Solo la purezza dello stolto e la visuale di chi non è dentro le sabbie mobili e conserva un briciolo di capacità metacomunicativa può salvarla. Oltreché ovviamente liberarsi dei paraculi attendisti e inciucisti.

Per questo credo che la soluzione sia quella di far rifondare la sinistra da chi è fuori dalla sinistra.


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