domenica 12 ottobre 2014

Noi e l'Isis

di Tonino D’Orazio

Ha ragione Bergoglio e non solo. Siamo nella terza guerra mondiale. Il Nobel della pace Obama, in tono trionfante ci ha spiegato che di nuovo i nord americani sono in guerra alla testa di un’alleanza di ben 40 nazioni. Contro chi? Una creatura loro, l’Isis. Fantomatico gruppo che decapita, facendoci urlare alla vendetta, all’impiccagione, ed essere in realtà utilizzati per altri scopi.
Intanto con questa scusa gli americani sono riusciti a distruggere i pozzi petroliferi della Siria e il gasdotto proveniente dall’Iran. Cosa pensavano i siriani, di essersela scampata? E tutti quei civili sfollati, cosa fuggono, le bombe intelligenti americane o la religione islamica? Lo strumento utile, in barba alla Russia tenuta all’angolo, questa volta è l’Isis, già etichettata con facilità come terrorista, manco fossero a casa loro. L’altra volta, per massacrare l’Iraq di Saddam ci furono le fantomatiche “armi di distruzione di massa”. Poi ci fu l’amico della famiglia Bush, Bin Laden, e l’altro fantomatico Al Qaida. Accusato della distruzione delle torri gemelle di New York, ormai messo severamente e scientificamente in dubbio anche dai “non complottisti”. Di Al Qaida, a ben riflettere, vi sono stati fuori area solo alcuni attentati, direi cinicamente, nel filo temporale dell’occupazione dei vari stati petroliferi. A meno che la vita dei bianchi occidentali valga mille, o dieci mila, di quelle arabe.
Ma chi sono e cosa vogliono? Resistono all’occupazione e al depredamento del loro paese attaccando tutti, anche i “collaboratoristi”? Sfidano gli invasori? Strani ricordi. Sono utili ad un nuovo massacro dei curdi (i curdi del nord iracheno si sono dichiarati autonomi, con i loro pozzi petroliferi) aiutati dal silenzio storico dei turchi islamisti di Erdogan, quando si tratta di massacro di quella etnia, che mostrano solo i muscoli aspettando di invadere parte della Siria? Non lo sapremo mai, né dai notiziari televisivi né dai giornali, tutti allineati. Chi sono? Sono soltanto dei “cattivi” che scorazzano, decapitano uno o due persone per farci diventare forcaioli e sfottono gli americani facendole vestire di arancione, magari come i “prigionieri senza nome” torturati legalmente a Guantanamo. Adesso decapitano anche le donne. A quando i bambini? Sembra un film costruito a tappe con un crescendo tipico dei thriller. Non sapremo mai dove sono esattamente e quanti sono, anche se volessimo seguire localizzando i bombardamenti gratuiti. Sembra abbiano solo carri armati, in genere facili prede dell’aviazione sofisticata, eppure avanzano quasi senza resistenza, malgrado i “bombardamenti” americani mirati. Possibile? Eppure avanzano contro i curdi. Sembra incredibile che si nascondano dentro i pozzi di petrolio o sotto le tubature dei gasdotti. Certamente, 40 paesi alleati di uno che dirige e fa pagare dazio agli altri non sono mica poco. Solo Bergoglio inveisce contro la terza guerra mondiale in atto. E qualcuno dice ancora che i bombardieri F-35 non servono, invece ci saranno utili nel futuro prossimo. Come possiamo aiutare gli amici americani senza quegli aerei?
Si sentono tutti minacciati da questi specialisti addestrati dai nord americani. Come dice la H. Clinton:”Sono nostri e ci sono sfuggiti di mano”. Credibile? Saranno mica ancora “nostri” e stanno svolgendo il compitino a loro affidato? Insomma i Talebani non servono più, Al Qaida nemmeno, nell’immaginario collettivo dei bianchi (o filo-occidentali) forcaioli e guerrafondai bisognava creare un altro nemico. Putin è ancora un osso duro. I musulmani sono ossa più tenere, basta anche metterli gli uni contro gli altri. Eccolo allora nasce la creatura Isis, da non confondere con una nuova tassa renziana nascosta dalla parola e dal gioco delle tre carte per impoverire i già poveri.
Ma l’immaginario western non finisce qui. Sia Cameron (GB) per l’Iraq che Hollande (Fr) per l’Algeria, annunciano che daranno la caccia all’uomo fino a prendere “il” colpevole della decapitazione, perché, malgrado tutto, i loro servizi segreti li hanno riconosciuti. Avranno presto bisogno di un colpevole.
Ma dobbiamo tremare un po’ anche noi, viste le minacce di attentati profferite per le metropolitane, o i luoghi pubblici dei 40 paesi in guerra contro una tribù, anche se ben armata e con sofisticate armi certamente non di loro produzione. Cosa pensare di tutte queste minacce che durano ormai da più di 10 anni e in realtà mai avvenute? Sono bravi i servizi segreti oppure sono minacce fasulle alimentate per tenere buone e obbedienti le popolazioni?
Perché preoccuparmi di disoccupazione e drammaticità sociale quando ho un “nemico” che vuole uccidermi? Sarò al posto giusto e al momento giusto fuori dall’eventuale attentato? Devo evitare metropolitane, bus e aeroporti? Sono drammatiche preoccupazioni virtuali, intrisi di una paura reale e ben costruita per esserla.
Ma un’altra guerra, sottile e invadente sta venendo avanti. Di nuovo quella del petrolio. Un'eventuale caduta del barile a 60 $, sarebbe un evento devastante per parecchie economie recalcitranti. Qualche analista ipotizza che sia proprio Mosca il bersaglio principale di una strategia che l’Arabia Saudita potrebbe aver concordato con gli Stati Uniti. Così Putin dovrà venderci il gas al prezzo che diciamo noi e tenersi le sanzioni. Ma c’è anche il Venezuela nel mirino, oltre che l’Argentina (che non vuole pagare arretrati e tassi di interesse agli strozzini internazionali) e il Brasile (in fase pre-elettorale e partecipe della combriccola Brics recalcitrante all’impero), se non la stessa Nigeria. Perché poi gli stati uniti hanno scelto di raggiungere e superare l’Arabia Saudita a livello di esportazioni petrolifere? Sono rivali o diventati il gatto e la volpe contro tutti? E’ ipotizzabile la rapida e lucrosa costruzione di 1.000 petroliere per rifornire l’Europa, dopo aver impostato con i nazi-fascisti ucraini il “litigio” con Mosca?
Siamo in grande amicizia, o servitù, con una piovra mostruosa convinta di volere e dovere imperare sul mondo. Ha capito che da sola non ce la può fare, deve aprire troppi fronti, allora tocca un po’, sotto l’egida dell’Onu o meno, dare una mano. Siamo felici e contenti di dargliela. Dio mi salvi dagli amici.


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1 commento:

  1. devo ammettere che un po' di mal di testa a leggere il post mi è venuto..

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