domenica 22 giugno 2014

Monica Maggioni: il nostro agente al Bilderberg

da Blasting News



Siria a parte non è un mistero che Obama abbia stanziato diverse decine di milioni di dollari per aiutare, con il solito eufemismo, le "rivoluzioni democratiche" in Venezuela e Ucraina. La magnanimità e il volto benedicente di Obama, contrapposti all'espressione truce e autoritaria di Putin e alla faccia da camionista troppo scuro di pelle di Maduro, vengono esaltati da tutti i media occidentali e la nostra Monica è in prima linea fra i giornalisti embedded. Ti sintonizzi su RaiNews 24 e pensi a dieci anni fa, quando testate come questa e RAI 3 ti apparivano uno spazio liberato dalla invadenza corrosiva delle reti berlusconiane, parte della RAI compresa. Oggi capisci invece che il crinale che divide l'informazione libera da quella di regime va ben al di là delle questioni di cortile e lo si vede da come RaiNews e altre testate trattano i temi internazionali.

È finalmente è chiaro che la contrapposizione non è fra berlusconiani e antiberlusconiani, ma fra una diversa concezione dell'economia e della visione geopolitica. Se in rete leggi di stragi perpetrate dai nazisti ucraini, come quella dei 43 sindacalisti trucidati in una scuola e in televisione l'episodio viene descritto come "scontri fra governativi e filorussi" capisci che qualcosa non va nell'informazione. Se la violenza di squadracce naziste viene glorificata dai media occidentali come rivolta di popolo contro il bieco oppressore, i sospetti si acuiscono.

Ma quando ti mostrano le violenza ben orchestrate di gruppi di destra in Venezuela che rincorrono anche all'uso di immagini taroccate per fare propaganda, come quella dello studente egiziano massacrato di botte e spacciato per venezuelano, contrabbandandole per rivolte di popolo e allo stesso tempo ignorano l'arresto di una spia americana, nella cui abitazione è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale, allora hai la prova del nove che la certa stampa è solo il megafono della peggiore propaganda. Guardi i reportage di Lucia Goracci che dipinge come angeli vendicatori quei ragazzi che protestano contro l'odioso burocrate amico di Putin e poi ti accorgi che sono membri di Svoboda, l'organizzazione nazista che dopo la destituzione di Yanukovich, ha portato ben due dei suoi membri a ricoprire alte cariche governative (ministri della difesa e della cultura). Ti aspetteresti parole di condanna per l'uso disinvolto che le potenze occidentali fanno di oppositori dal curriculum quantomeno sospetto, contro governi "non amici" (jihaddisti in Siria e Iraq, nazisti in Ucraina), invece no, dagli ad esaltare l'eroismo vitale dei ragazzi ucraini e venezuelani che si immolano per una causa giusta, contrapposto al molle disincanto dell'occidente, dove guarda caso se gli oppositori si comportassero allo stesso modo degli ucraini verrebbero fucilati sul posto.

Cosa c'entra tutto ciò con Monica Maggioni e il gruppo Bilderberg è presto detto. Come si sa il gruppo Bilderberg è la manna dei cospirazionisti, ma teorie strampalate a parte non è un mistero che questo gruppo semi-clandestino che si riunisce a porte chiuse, composto da personalità influenti di vari paesi dell'economia, della finanza e del giornalismo, sia nato nel 1954 con il preciso intento di favorire il rapporto fra USA ed Europa e porre un freno all'antiamericanismo. Oggi il gruppo Bilderberg fa anche di più: contribuisce a dettare la linea economica dei paesi occidentali e delineare le strategie geopolitiche nello scacchiere internazionale. La nostra Monica Maggioni, non si sa bene come non si per quali meriti, è una dei pochi italiani invitati alle riunioni del gruppo.

Ognuno tragga le conclusioni che vuole 


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