venerdì 27 giugno 2014

La sinistra che verrà. Elementi di una psicoterapia di massa incompiuta

Il progetto di nuova sinistra, la Syriza italiana, come qualcuno la chiama, evocando realtà che non ci appartengono, è cosa semplice nella sua progettazione e difficile nella sua attuazione. Quali sono gli ostacoli che impediscono alla naturalità degli eventi di realizzarsi? Credo siano diversi, ma io voglio concentrarmi in questo momento su un unico aspetto: la dimamica psicologica che spinge singoli e in maniera proiettiva istituzioni politiche a privilegiare, nella costruzione del senso del proprio agire, l'affermazione del prorpio io (individuale e collettivo) invece che l'affermazione di contenuti "oggettivi" del discorso. In pratica, se dico questo è perché voglio prevalere su di te, anche se non me ne rendo ben conto, e non perché credo sia giusto così. 
Dopo quasi quarant'anni di frequentazione della sinistra, credo di poter dire che alla base del proverbiale litigiosità dei suoi componenti ci sia questa semplice dinamica, sostenuta dall'alibi dell'osservanza dei contenuti dottrinari un tempo ed oggi da una perversa vocazione al prgmatismo.
Mi accorgo che sto parlando come Massimo Recalcati, ma d'altronde io non pretendo di essere preso molto sul serio e nemmeno che quello che dico abbia un valore scientifico.

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