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domenica 1 giugno 2014

Il populista, xenofobo e razzista Farage e i renziani last minute



di Franco Cilli

Non voglio difendere Farage, come si dice il mio imprinting è di sinistra, vengo da una di quelle innumerevoli storie di movimentismo giovanile e riflessione pacata in età matura, con la testa che finalmente razionalizza e ti da il contegno giusto, mentre le viscere continuano a ribollire di rabbia. Sempre dalla parte degli ultimi, aspettando con l'aria del discepolo corrucciato, come altri in ogni era della storia del mondo,  l'avvento del bene e della giustizia in terra per gli uomini di buona volontà. Lo so, tutto ciò suona giustificatorio e lo è, perché non voglio apparire il grillino dell'ultima ora né un fan di Farage. Eppure l'ipocrisia e l'ignoranza di tanti che oggi si scandalizzano per lo xenofobo, razzista e omofobo Farage, mi fa inorridire e mi causa sussulti di rabbia che riesco a stento a trattenere. La prima domanda che mi sorge spontanea in questo momento è perché questi liberali da avanspettacolo, profeti last minute dell'avventismo renziano che brulicano nei nostri media, parlano allarmati di fascismo e di xenofobia di Farage e fingono che il governo ucraino sia un esempio di democrazia, tacendo sulla presenza di ministri nazisti al suo interno ( si proprio nazisti dichiarati)? A seguire me ne vengono altre che riguardano il nostro paese. Perché quelle persone avvedute che hanno votato Renzi per “costruire un argine contro i populismi” certi che questa sia la cosa più saggia, invece di scandalizzarsi per Farage, non si scandalizzano per la strage di società che quelli come Renzi compiono in Europa quotidianamente? Perché non scorgono negli occhi dei fratelli greci quello sguardo d'accusa verso coloro che li hanno condannati a morte per ingrassare le banche? Perché non scorgono dietro i governi Monti, Letta e Renzi le facce torve di banchieri e dei loro emissari che con una semplice equazione matematica azzerano la vita di milioni di uomini, una variabile come un'altra: "Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale. Quindi, ci deve essere una operazione di domanda attraverso l’Europa, un’espansione della domanda"; Monti dixit. E come si fa a comprimere la domanda se non tagliando i salari e alzando le tasse? La gente compra meno, ma le banche che non danno credito continuano a ingrassare. Perché queste persone sagge non riescono a leggere nelle parole di Renzi e Letta: “dobbiamo privatizzare per diminuire il debito pubblico”, un rischio letale per la civiltà tutta? Perché non ribollono di rabbia per la legge Fornero, che condanna all'ergastolo milioni di lavoratori, già truffati dal contributivo, e per le parole del ministro renziano Padoan, banchiere fino la midollo, che dice: “non abbiamo intenzione di ridurre l'età pensionabile”. Come non bastasse i saggi e consapevoli renziani per necessità si bevono quale ineluttabile il mancato rinnovo dei contratti e della rivalutazione delle pensioni, e come se non bastasse ritengono lodevole il voto di scambio al prezzo di 80 euro per non apparire spocchiosi e con la puzza al naso. Intanto si svende la Rai, un bene pubblico, per finanziare le mance elettorali. Perché l'austerità qui in Italia si coniuga col nuovo, mentre in tutte le altre nazioni si declina come comodo alibi per perpetuare le vecchie oligarchie e strangolare i poveracci? E questo il punto che vi ostinate a non cogliere, amici e compagni impauriti dal cambiamento, ubriacati dalle lusinghe e dalle rassicurazioni della nuova era renziana, che promette pulizia e di onore al merito. Voglio ricordare le parole del compianto Padoa Schioppa, come esempio di uno stile di pensiero, perché ve le stampiate nella memoria, voi saggi e puri di cuore che “il rischio maggiore è il populismo”.

"Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità. Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l’apprendistato di mestiere, costoso investimento. Il confronto dell’uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna. È sempre più divenuto il campo della solidarietà dei concittadini verso l’ individuo bisognoso, e qui sta la grandezza del modello europeo. Ma è anche degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendica dallo Stato.". (Padoa Schioppa, Il Corriere della Sera del 26 Agosto 2003)

Chi è il razzista a questo punto, Farage o questa genia liberale, che si crede illuminata e si auto-attribuisce il diritto di vita e di morte sulla massa bruta, esentando se stessi, per diritto d nascita da ogni durezza e ogni fastidio del vivere? I veri razzisti sono gli eredi spirituali di coloro che in India, Africa e America Latina, distruggevano armi in pugno interi popoli e intere economie in ossequio alla superiorità delle civiltà coloniali e che oggi continuano l'opera di distruzione con ogni mezzo possibile, certi della superiorità che proviene dal ceto e da una carnagione chiara. Conservate questo retro pensiero gelosamente, vi sarà utile per decifrare le parole di coloro che indossano le maschere di salvatori col sorriso e lo sguardo benedicente, per nascondere la loro vera natura di predatori

Voglio credere che quelli che fra operai, impiegati, precari e disoccupati, hanno votato Renzi lo abbiano fatto per ignoranza, e che presto si ravvederanno, altrimenti non resterà che prepararsi alla catastrofe.

3 commenti:

  1. Retorica.Stiamo ai fatti.Le filosofie offuscano la realtà.Renzi c'è da poco,lasciamolo lavorare.A posteriori potremo fare gli esami.Ho sempre diffidato dei personaggi che sanno sempre una pagina più del libro.

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  2. Non è retorica né supponenza, è una lettura della realtà: Renzi rappresenta una visione della politica e dell'economia che si riassume in una parola, austerità. Riteniamo sia la strada giusta? Chiedere ai Greci.

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  3. Non è retorica né supponenza, è una lettura della realtà: Renzi rappresenta una visione della politica e dell'economia che si riassume in una parola, austerità. Riteniamo sia la strada giusta? Chiedere ai Greci.

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