martedì 6 maggio 2014

È caduto un altro muro


di Tonino D'Orazio
 

Anzi, in questi giorni, stanno cadendo più muri. Mentre Israele costruisce il suo muro di Apartheit (dixit ispettori Onu) di genocidio e di vergogna impunita, altri muri che riguardano questa volta non i comunisti ma la faida dei neoliberisti, o dei poteri forti, stanno cadendo.

Sono quelli che possono fare proprio molto male al supposto impero nord americano. Quelli economici.

Intanto la Cina comunista è diventata la prima economia mondiale. Per i nord americani, dopo aver ridotto l’Europa a serva e larva economica, paralizzata in modo tale da non fare più paura, l’effetto immagine è proprio deleteria. Non si è più primi, quindi nemmeno locomotiva del trenino occidentale-centrico.

L’altro muro è quello che a furia di soffiare tempesta non è detto che vada sempre tutto bene. E’ andata bene, da un colpo di stato ad un altro, in Tunisia, in Egitto, in Libia, in alcuni Stati ex sovietici e in Iugoslavia, non in Georgia e non molto in Ucraina. Persa la Crimea. Carri armati ucraini contro ucraini di etnia russa con inizio di guerra civile e minacce varie, da prendere sul serio, che rischiano di trascinare anche noi di nuovo in qualche avventura all’americana. Inizio di guerra economica con sanzioni ai russi che non c’entrano niente nel golpe organizzato dagli americani e che sta fuggendo loro di mano, pur potenziando amorevolmente gruppuscoli nazisti. Agli americani, dai concetti democratici fluttuanti secondo i loro interessi, sono sempre stati utili. Sanzioni che pagheremo solo noi europei, già in ginocchio. Oltre aver spinto i russi a volgere la loro economia e i loro interessi ad est.

L’altro muro è che è iniziato il depotenziamento del dollaro come valuta e misura internazionale. Visa e Master Card hanno “sanzionato” le transazioni bancarie russe bloccando il sistema. La Russia lancia la sua card e il suo sistema nazionale e anche internazionale, immediatamente accettato da Cina e Iran, aspettando l’India. Clienti potenziali? 3 miliardi di cittadini, la metà della popolazione mondiale che sta per sfuggire alle banche nord americane e inglesi. La minaccia di Putin di non utilizzare più il dollaro in pagamento e in transazioni internazionali delle materie prime, soprattutto energetico-petrolifere, è entrata nella sua fase operativa.

Altri hanno pagato immediatamente con la guerra e l’occupazione del loro paese, quando ci hanno solo provato. Ricordiamo tutti che Saddam aveva iniziato il percorso, il mese dopo gli americani bombardavano, distruggevano l’Iraq e si appropriavano del loro petrolio a “risarcimento”. C’erano le famose “armi di distruzione di massa”. Se qualcuno ha ancora dei dubbi sull’aggressione dovrebbe rimanere alla lettura di Cappuccetto Rosso.

Ghedaffi stava iniziando la stessa operazione, non solo a non volere più il dollaro in pagamento, ma addirittura strutturando una Banca d’Investimento Africana (tipo FMI) basato sul valore oro. Il mese dopo il suo paese veniva bombardato e occupato. Anche lì vi dovevano essere le “armi di distruzione di massa”. I risultati sono sulle nostre coste. Anche lui aveva molto petrolio, che i libici, per “risarcimento” non hanno più. Al mondo rimane il Venezuela e conosciamo tutti il vecchio giochetto in corso. Il Brasile è in difficoltà con il braccio armato degli americani, il FMI, purtroppo incominciano a trovare non poco petrolio.

Però pressare, attaccare, circondare di missili la Russia è un boccone troppo grande. Anche alleandosi con gruppi fascisti e neonazisti ucraini. Tra l’altro non ci sono più nemmeno i vituperati comunisti. Ma per loro tutto fa brodo, dimenticando che in Russia, hanno perso 22 milioni di individui per liberarsi dai nazisti tedeschi. Hanno ancora un ricordo e un sentimento molto vivo su questo argomento, sulla protezione della loro etnia e sul pangermanismo. Un terzo dell’Ucraina è a maggioranza russa, concentrata in aree visibili e confinanti, e non basteranno quattro filo-nazisti a capovolgere il problema prima o poi referendario, o a impedire le elezioni politiche del 25 maggio (anche loro). Guarda un po’ che non tutti vogliono farsi distruggere e derubare dall’euro e dalla BCE o succubi della Germania. Dove sono intervenuti, i nord americani, e gli europei alleati noi compresi, hanno lasciato solo morte, macerie e divisioni etnico-religiose. Possiamo anche noi sostenere un presidente golpista e soprattutto fascista, Iatseniuk? Ma perché no, se piace ai nord americani, come in passato, e attualmente altri dittatori. Renzie, il premier italiano anche lui non eletto da nessuno e messo lì dai poteri forti, gli ha manifestato un forte sostegno al processo di riforme politiche ed economiche del suo governo. Che brivido. Ma se può fare accordi di modifica costituzionale in senso della P2 con un condannato, un delinquente comune, in Italia e con il sostegno di Napolitano, perché non poter aiutare tutti i fascisti del mondo, soprattutto se sono amici degli amici.

Come in Siria dove i nord americani non esitano ad utilizzare la stessa struttura di Al Kaida come alleata. Ritirandosi poi e lasciandoli in guerra civile. Come in Somalia (che purtroppo non aveva niente da farsi rubare), in Afganistan e in Iraq. Ma anche lì un altro muro è caduto. I sistemi antimissile russi hanno abbattuto due missili, lanciati uno dagli americani (probabilmente dalla Sicilia) e uno dal sempre pacifico stato di Israele, che si dirigevano su Damasco. Putin aveva promesso che questa volta non ci sarebbe stato mano libera (no fly zone per bombardare tranquillamente e senza rischi) come in Libia.

Tutti i giornali, sicuramente “imbeccati”, sempre pronti a sostenere le minacce ad un altro paese recalcitrante: Obama, Cameron e Hollande parlano alla Siria perché l´Iran “intenda”. Ma non è minacciare un altro Paese sovrano, è solo consigliare e fare una proposta “che non possono rifiutare”. L’amico Erdogan, neo fascistello turco, malgrado le sue continue provocazioni, pronto ad entrare in guerra, ha dovuto ritirarsi in buon ordine. Non gli bastava l’aver appoggiato i fondamentalisti Fratelli Musulmani in Egitto aiutando a creare anche lui l’esplosiva situazione attuale. Lo stesso socialista francese Hollande che pensava di poter fare il primo della classe e bombardare, come in Libia, sparla di sanzioni solo sui propri telegiornali nazionali e continua a parlare di bambini uccisi. Per noi tutte le televisioni italiane hanno smesso, non hanno più ricevuto disposizioni simili. Per ora. E’ stata una sconfitta per tutti. Ma soprattutto per la prima volta c’è stato uno stop e una mezza soluzione diplomatica. Merito o demerito di Putin? Mica volevano dargli il Nobel per la pace! Magari in anticipo come a quel guerrafondaio di Obama.

Rimane ai cittadini democratici la scelta, cioè sapere se anche al mondo, oltre che in Italia, debba esistere una “opposizione”, una costruttiva e pacifica multipolarità, magari una divergenza di vedute all’impero, al pensiero unico, ai poteri forti, agli assalti armati (compiuti sempre dagli stessi, socialisti o meno) che occupano altri paesi, o lo mettono programmaticamente in caos e guerra civile sempre in nome di una democrazia man mano inesistente, oppure schierarsi sempre e comodamente con i “vincitori” fino al compimento, che comunque sappiamo impossibile, dell’agognato impero unico. Quanti morti sono previsti per l’espansione futura? Non credo pensino di risolvere in questo modo la demografia mondiale galoppante. 

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