domenica 26 gennaio 2014

Una lista per Tsipras alle prossime elezioni europee. Sempre che non sia troppo tardi

Franco Cilli da Italian Bloggers



Una lista per Tsipras sembra una buona idea, una sorta di medicina naturale capace di drenare la bile nera di un popolo deluso, sempre pronto a leccarsi le ferite, sempre in attesa di quell’avvento che realizzi almeno un po’ di giustizia in terra. Il fronte che aderisce alla lista è ampio e va da Flores D’Arcais, ai professori fino a Toni Negri. Da una parte una borghesia illuminata (negli Usa sarebbero iscritti di diritto al fronte liberal), quella dei Revelli, dei Ginsborg, dei Rodotà e compagnia, e dall’altra i reduci di un movimento che affonda le sue radici nel marxismo e nell’operaismo degli anni 60, per approdare a una visione spinoziana delle moltitudini e all’idea del comune come valore fondante di un nuovo soggetto politico, nipote di quel famoso General Intellect marxiano.
Negri parte dalla considerazione che l’Europa è un dato acquisito e che riproporre i nazionalismi, per lui che in fondo è ancora storicista senza volerlo, è un controsenso. Solo all’interno della dimensione Europa ha senso una lotta per i diritti universali. L’Europa è un terreno irrinunciabile ed un trampolino di lancio per nuove lotte all’insegna di un altro mondo possibile. Semmai occorre ripensare l’Europa e rompere quel dispositivo che la rende funzionale alle logiche del mercato, al liberismo.
Flores e compagni concordano con una visione europeista e con un’idea di economia che si smarchi da quell'ideologia liberista che infanga l’onore dei veri liberali come loro. Illuminati si, ma giammai delle bestie senza cuore che si affidano con levità e cinismo agli spiriti animali del mercato. Tsipras mette d’accordo tutti, lui incarna idee buone, ma anche fattibilità di un progetto, visto che è riuscito a conquistare la maggioranza del paese. Quale esempio migliore per sconfiggere il pessimismo, malattia degenerativa del comunismo?
Il problema è solo uno: il tempo. Far metabolizzare questa idea alla maggioranza di quelle persone, davvero un gran massa di gente, che rappresenta il popolo del Bene Comune, e convincerla che non è la solita operazione verticistica destinata all’insuccesso come la fu Sinistra Arcobaleno e la fu Rivoluzione Civile, richiede tempo, passione, sudore. Convincere un popolo paziente ma disilluso significa adottare buone pratiche e spendersi con una presenza costante sul territorio. Dall’altra parte c’è Grillo in agguato, che invece ha mostrato determinazione, volontà ed efficienza, e che offre soluzioni a tutti i mali. Un concorrente temibile, in gradio di polarizzare il consenso di ampia parte della sinistra
Qualcuno afferma che questa è l’ultima occasione per la sinistra.
Difficile dirlo, ma poco importa se consideriamo “sinistra” una categoria dello spirito che come tale potremmo tranquillamente relegare fra i vecchi arnesi del novecento. Di sicuro sappiamo che nessuna persona sensata vuole il futuro rappresentato da questa Europa: smantellamento del welfare, privatizzazione dei servizi pubblici, riduzione dei salari, abolizione delle garanzie del lavoro. Il tutto con l’alibi del pareggio di bilancio, come se la massa multiforme dei cittadini europei fosse un sol uomo, uno avventato che contrae un debito e che per questo è tenuto a pagarlo.
Tsipras è una speranza concreta di cambiamento di rotta. Sempre che non sia troppo tardi.

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