lunedì 12 agosto 2013

Alcuni nodi al pettine

di Tonino D’Orazio
 

Finalmente lo spettacolo politico-governativo-istituzionale “salviamo l’Italia” entra nella sua fase di acuta ilarità. Tutti fanno e dicono qualsiasi cosa. Tutti si arrampicano sugli specchi. Tutti minacciano o ricattano tutti. Non sanno come liberarsi del “condannato”. Persino Letta: ”Se si va al voto anticipato i cittadini dovranno pagare l’Imu”. Uno spasso feriale.

Berlusconi fa minacciare e poi nega. Bondi, (ma è ancora porta parola?) minaccia la guerra civile. Napolitano sta al gioco, così può ancora permettersi di rimproverare qualcuno. I capi bastoni del Pdl vanno con urgenza dall’amico e gran manovratore Napolitano. O la grazia (magari ingentilita e condita da “agilità politica”), o trova qualche marchingegno, o la crisi, mentre Berlusconi giura che non farà cadere lui il governo. Parole sante. Teatrino efficace. Il problema viene scaricato sul Pd, area menoL, come dicono i grillini. L’elemento centrale e mediatico non è la disoccupazione drammatica ma l’Imu.

Già, il Pd. Il Pdl ha un capo riconosciuto colpevole, evasore a ripetizione, corrotto e condannato come un volgare criminale, e il rischio è che sia proprio il Pd, partito opposto ma amico, a spaccarsi o a dover trovare la soluzione per il “salvataggio”. Roba mai vista in nessuna storia democratica di nessun paese. Il segretario Epifani ribadisce che le sentenze vanno rispettate (ma va!), Berlusconi “in galera”. Ma il governo insieme delle amichevole e nebbiose “larghe intese” deve continuare. Chiede a Berlusconi di farsi da parte. Grande ingenuità, gioco delle parti. Brunetta: “Epifani è un provocatore, vuole far saltare le larghe intese”. Invece controlla chi rimarrà con il cerino acceso in mano. Renzi mette le mani avanti su un eventuale crisi del governo Letta. Lui non c’entra nulla, teme di diventare il capro espiatorio. Le mani nascondono il sasso: “Se non è capace, Letta si faccia da parte”. Ma in che partito milita! Vuole solo un congresso pilotato per lui e la sua cordata, ma se ne difende accusando gli altri di anti-democrazia. Sembra il peggio, il vuoto nuovo e sorridente, che avanza. Il ritorno indietro su Bersani è ridicolo, soprattutto dopo la sua esplicitata furbata nei confronti del M5S. I ponti sono stati tagliati.

Berlusconi, vittima innocente, prova a far condannare il giudice Esposito al posto suo. Intanto lo mette in croce, con tutto il suo staff mediatico, ministri e Rai compreso e mai reso così evidente e ilarante. Strano giudice, in genere molto silenziosi quelli della Corte, che accetta di fare da esca 15 minuti dopo il verdetto. Sembra il giorno della civetta di Sciascia memoria.

Quagliariello, amico di Napolitano che lo piazza dovunque, grande, splendido e isolato “saggio” di destra, nel sentire il pericolo della crisi di governo, chiede di durare almeno ancora un po’, per permettergli di costruire una nuova costituzione personale e tutta sua (Napolitano consiglia soltanto) e di portare a termine, in altre parole, la “riforma” voluta dalla P2 di Gelli e benedetta dalle destre e dalle banche mondiali. Ai primi di settembre. Allora minaccia: “Comunque non si potrà andare a votare prima della modifica della legge elettorale”. Mente. Anche se il Senato “accelera” per un ritorno al non meglio Matterellum nessuno oggi al governo vuole la riforma elettorale con l’abolizione del premio di maggioranza, vera canna dell’ossigeno per sopravvivere, eliminare avversari politici o “governare” senza vera libertà dei parlamentari designati. Anche se in un eventuale disegno di legge ci si possa manipolare, in aggiunta per il bene dell’Italia s’intende, tutta la controriforma costituzionale e rimanere in sella malgrado, o contro, il volere popolare. Anzi questo stesso Parlamento sembra illegale e fuorilegge. “"Non si può andare alle elezioni prima che si sappia se l'attuale Parlamento possa essere dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale". E se lo è, senza che Napolitano se ne sia accorto s’intende, decadranno tutte le leggi fatte? E da quando se anche i precedenti parlamenti sono nati sotto gli stessi auspici di “illegalità”? E’ incertezza o farsa? Bisogna ridere? Ma no, la nostra fantasia nella “commedia dell’arte” è scritta nella storia. Tutto è possibile, soprattutto l’incertezza che aiuta i poteri forti a spadroneggiare.

Il fuorviante dibattito è sull’Imu. Intanto va avanti velocemente la vendita dei beni che tutti gli altri paesi liberisti dichiarano comuni, l’acqua, l’energia, la funzione pubblica, la salute, quel poco che ci è rimasto … E la controriforma costituzionale. Ci fosse un partito o un movimento che minacci, andando al governo, di riprendersi tutto.

Chissà cosa ne pensa quell’italiano su due che non va più a votare.

Un dubbio atroce si affaccia alla memoria. Non sarebbe meglio riportare al trono i Savoia invece di avere “al governo” e nelle istituzioni, per varie generazioni, figli, o tra poco figlie, nipoti ecc … di arrampicatori di poltrone per discendenza se non a vita?

Bella parola “governare”. In dialetto abruzzese acquista fortemente anche un altro senso: ”Giuvà, si guvernate le vacche?”.
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1 commento:

  1. Non solo in abruzzese. Anche in piemontese "goarné/goèrné" (ma la "o" si legge "u") significa "dar da mangiare", specialmente riferito alle mucche, ma utilizzato anche verso i propri figli o familiari.

    In torinese, la tua frase suonerebbe: "Gioan, 't l'has goarnàje le vache?".

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