giovedì 27 giugno 2013

I miliardi per il “salvataggio” della Grecia a chi sono andati?

da firstlinepress


I 207 miliardi sbloccati nel 2010 dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, in cambio di poderose e devastanti politiche di austerity, purtroppo non sono stati destinati in prevalenza alle tasche della popolazione greca, prima vittima della pesante crisi economica.
Un’interessante indagine condotta da Attac Austria, e riportata ieri sul sito della campagna nazionale Non Con I Miei Soldi promossa da Banca Etica e Fondazione Culturale Responsabilità Etica, ha scandagliato i versamenti delle due “tranches” di prestiti del 2010 e del 2012.
Ne è venuto fuori che 58 miliardi di euro di prestito sono andati alle banche greche (che tuttavia non hanno avuto la stessa disinvoltura a concedere prestiti a cittadini e imprese, nonostante la forte iniezione di liquidità), 101 ai creditori dello stato greco che tuttavia sono per la maggior parte comunque banche e fondi d’investimento, e solo 46 sono serviti a sistemare le finanze dello Stato. In totale, il 77% di queste risorse è andato, direttamente o indirettamente, a beneficio del sistema bancario e finanziario, ossia ai principali responsabili della crisi degli Stati (che, praticamente sotto ricatto, sono intervenuti negli anni a mettere una toppa lì dove operazioni scellerate degli istituti finanziari avevano lasciato buchi di bilancio che avvicinavano al fallimento degli stessi).
Lo studio di Attac Austria (qui l’articolo di Non Con I Miei Soldi che lo commenta), ha inoltre riscontrato poca trasparenza in alcuni versamenti. Lo Stato tedesco ha rifiutato le conclusioni dell’indagine, affermando che scongiurare il fallimento delle banche e ripagare i creditori abbia portato vantaggi positivi alla popolazione greca, consentendo maggior tempo anche per i piani di ristrutturazione economica delle finanze pubbliche di Atene.
Per quanto non lo dicano palesemente a Berlino, abbiamo la conferma che per la “Troika” è molto più sensato salvare una banca che una persona. A differenza di quanto sentiamo correntemente nei media, non è un problema di mancanza di soldi, che come si è visto quando servono si trovano, bensì di scelta precisa sul dove allocare le risorse. C’è chi ha interesse a direzionarle verso istituti di credito, grosse aziende private e magari alle industrie di armi, e a sottrarle al settore pubblico. I tagli ai servizi essenziali, dalla sanità all’istruzione, per non parlare dell’informazione e della cultura, stanno portando il Paese alla disgregazione ed al collasso sociale, permettendo, se non bastasse, l’avanzata di forze che inneggiano al totalitarismo e all’ordine, come Alba Dorata.
Su queste pagine vi abbiamo già parlato dell‘acqua pubblica greca a rischio privatizzazione (che significa aumento di tariffe e noncuranza nella gestione del servizio); di casi esemplari come l’isola di Limnos, dove l’ospedale verrà chiuso mentre la militarizzazione e l’acquisto di armamenti (Nato-orientato) crescono; di come si sono reperiti fondi privati per salvare l’Alpha Bank e la NGB ma non una delle reti televisive del servizio pubblico o l’Orchestra sinfonica nazionale.
La nazione culla della civiltà occidentale, così vessata e così tanto spettro di quello che potrebbe succedere ad altri Stati europei, con questo genere di politiche, è tuttavia riuscita a mettere un freno all’austerity. Martedì, infatti, una sentenza del Consiglio di Stato ha annullato la decisione del premier Saras di chiudere la ERT, mandando di punto in bianco sulla pubblica via quasi 2.700 dipendenti. La ERT è quindi per ora “riaperta”, si aspetta di vedere le prossime mosse.

Reazioni:

2 commenti:

  1. più che altro alba dorata inneggia all'uscita dall'euro. Ho il sospetto che la demonizzazione riservata ad alba dorata derivi da questo che non da reali pericoli....
    I Banchieri temono che se un paese esce dall'euro a loro viene meno un cordone dal quale succhiare il sangue dei popoli.

    Stesso destino di oblio, è riservato al KKE, comunisti più a sinistra di Syriza, decisamente molle sull'euro a differenza del KKE che vuole uscire senza se e senza ma. E difatti è demonizzato pure questo partito....

    RispondiElimina
  2. Credo tu abbia ragione, dei rischi che Alba Dorata rappresenta non frega niente a nessuno, qui è in gioco una concezione feudale dell'Europa e non è difficile capire chi sono i servi della gleba

    RispondiElimina