lunedì 6 maggio 2013

Una dittatura moderna

Tonino D’Orazio
 

Tanto moderna non è a dire il vero. Ci sono tutti i vecchi ingredienti. Dittatura dei tecnocrati europei e dello strapotere di banche e di oligarchie private (la nuova aristocrazia). Dalla trappola delle dittature se ne esce rompendo il giocattolo e ribadendo il valore assoluto della democrazia e della rappresentanza. Anche se questa democrazia oggi è ben imbrigliata.

Questo è esattamente il modo in cui inizia una dittatura. Si dichiara, o si costruisce, uno stato di emergenza, le leggi normali democratiche si sospendono, le costituzioni si modificano, e c’è qualcuno che prende il potere per il bene del Paese. Semplice. Tecnica del colpo di stato, Curzio Malaparte.

Prendiamo ad esempio il MES, il trattato europeo in corso che darà a 17 “governatori”, tra cui prima c’era il cattolico praticante Monti, adesso l’ex-democristiano Letta, il potere di esigere qualunque somma dagli stati membri e di contro li renderà immuni da qualunque procedimento giudiziario, oltre a dichiarare segreti ed inviolabili tutti i loro archivi e i loro documenti. Tutti i gerarchi hanno usufruito di queste regole, in qualsiasi dittatura, perché così si fa il proprio “dovere”. Questo nuovo trattato è la peggiore evoluzione dell’Europa Unita: darà un potere arbitrario e completo a burocrati stranieri, mai eletti, di controllare le economie di interi paesi, anche se i popoli faranno un gran casino, il trattato conferirà loro l’immunità totale da qualsiasi iniziativa giudiziaria, a vita! Anzi, a cautela, in caso di “sommossa democratica” hanno istituito l’Eurogendfor, (Forza di Gendarmeria Europea), la nuova polizia militare europea con poteri illimitati e senza controllo.

I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art.4). Chiaro ?

Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art.5). Insomma possono essere utilizzati anche in azioni di guerra. “Se richiesti”. Vero ministro Bonino?

La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile (brutta parola) con sede a Vicenza (Italia. Sta a significare che la Gestapo europea dipende, alla luce del sole, dal Pentagono). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero - l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art.3). Un altro gruppetto di tecnocrati, questa volta anche militari. Ecco perché chiudono intere caserme di carabinieri, soprattutto al sud. Ridicolo se non fosse un tassello storico ideale delle forze dell’ordine: fedeli a chi comanda. Chiaro che non al parlamento europeo.

L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art.21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art.23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art.28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art.29). Fanno come ca…volo gli pare, altro che il G8 di Genova o Abu Omar. Avranno anche le loro Guantanamo? Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. I carabinieri confluiscono nella polizia di stato e diventano tutti e due forze degradate di secondo livello. Chissà se obbediranno a ufficiali tedeschi! Quando si dice la Storia!

Politicamente, invece, pensate a un certo Van Rompuy, semplice dire che non ha nessuna legittimazione democratica. Allora di che fa parte? Non è stato votato da nessuno, e non esiste nessun meccanismo per i normali votanti né per nessuna nazione europea di rimuoverlo. La cosa più interessante nel recente fiasco italiano è stato vedere questo uomo tronfio, non eletto, venire da Bruxelles a Firenze e dire al popolo italiano che non era il momento per le elezioni, ma il momento per le azioni. Un imbecille. Aveva detto le stesse cose al popolo greco. Chi gli ha dato il diritto di dire queste cose al popolo italiano? Sono i nostri eletti e anche governanti, compresi tutti quelli attuali.

Vedere una Europa ridotta a un pasticcio, a un compromesso che non va bene a nessuno e diretto da burocrati nella Commissione Europea che, lo abbiamo visto in qualsiasi altra area politica, hanno fallito in tutto l’arco degli ultimi vent’anni, fa proprio pena. Hanno ridotto il bel sogno europeo a feci. Sono responsabili dell’anti-europeismo popolare dilagante. E’ talmente evidente che non si tratta di populismo, ma di ripresa in mano del proprio destino soffocato, e imprigionato da un manipolo di avventurieri plenipotenziari e arroganti, ma anche di tanti servi.

Inizieranno gli inglesi a rompere il giocattolo anti-democratico costruito su misura per e dalla Germania? Perché i partiti o i movimenti anti-euro e/o anti questa Europa iniziano ad essere la terza forza politica nei loro paesi? Spingendo spesso gli altri due, socialisti o sé-dicenti, ad inciuciare al finish con le destre? Vedi Grecia, Portogallo, Irlanda, Belgio e oggi Italia, ma anche Germania.

L’inglese Cameron la settimana scorsa, dopo la sconfitta elettorale anche su questo tema, ha pronunciato discorsi anti-Europa, riscuotendo consensi proprio nell’ala più oltranzista del suo partito. La quale insiste con istanze sempre più radicali, e pretende il taglio del budget europeo per i prossimi sei anni, e addirittura un referendum (sapete quanto ne sono allergici i tecnocrati europei, già col Fiscal compact li hanno aboliti, eccetto per la Germania) per chiedere ai cittadini britannici di esprimersi sulla loro effettiva volontà di rimanere in questa Europa. Molti osservatori politici inglesi condannano questo atteggiamento, denunciando il fatto che un simile testardo euroscetticismo porterà la Gran Bretagna a rimanere isolata. Ma alcuni Conservatori non sembrano vedere questo come un problema, e anzi auspicano proprio un “isolamento” britannico sul modello di quello di Svizzera o Norvegia, sapendo di avere in mano il Commonwealth e con i cugini americani un certo controllo finanziario mondiale. Non è stato sufficiente. Anzi, il partito euroscettico (Ukip) di Nigel Farage ha dimostrato che l’antieuropeismo è ormai dilagante in Gran Bretagna, inequivocabilmente con le elezioni amministrative che si sono svolte il 3 maggio, e che hanno consegnato uno scenario politico completamente diverso da quello abituale: “il più grande sconvolgimento del sistema partitico dal dopoguerra a oggi”, sono state definite da alcuni osservatori. Ma anche un chiaro segnale all’Unione Europea. A stravolgere gli equilibri è lo Ukip, partito indipendentista (ma razzista) britannico, guidato da Nigel Farage, che ha ottenuto, su scala nazionale, il 23% dei voti, (aveva 3% cinque anni fa) divenendo così il terzo partito e insidiando da vicino i due maggiori: i Laburisti (29%) e i Conservatori (25%). Soltanto quarti i Liberal-Democratici, che racimolano appena il 14%. Sono stati aiutati sicuramente dagli ulteriori drastici tagli governativi e comunali al famoso stato sociale britannico ormai ridotto al lumicino e molto vicino al pensiero unico sociale americano.

Sintesi: la BCE gestisce i soldi di tutti ma è autonoma, cioè privata, cioè di qualcuno, eletta da nessuno, con tutti i super poteri per sottrarvi i vostri soldi, il vostro lavoro, la vostra vita; la polizia (Eurogendfor) viene militarizzata, è una super struttura europea per gestire eventuali sommosse di popolo (sic! Almeno l’FBI dipende da Obama), non è sotto gestione politica ma nominata, vedremo dopo da chi, (è un eufemismo); i regolamenti europei, le direttive obbligatorie, cioè le leggi, vengono formulate da persone e strutture nominate, non elette, che hanno pieni poteri, e possono intervenire ovunque, come i poliziotti, con multe salate di repressione, e più grave ancora con banali e stupidi discorsi di supponenza, antidemocratici se non anti-popolari. Vietato ribellarsi. Tutte queste strutture non devono rendere elettoralmente, democraticamente, conto a nessuno.

Ma se proprio volete vi facciamo rivotare a suffragio universale un Parlamento Europeo che non conta niente. Siete almeno contenti? E’ salva la democrazia liberal di facciata?

Gran parte degli ingredienti ci sono, cosa manca a una dittatura moderna? Già, dopo le televisioni, rimane da “normalizzare” il web. Meglio farlo fare alla “sinistra”, anzi “all’opposizione”, per renderla credibile. A volte, per prevedere il futuro, basta ricordarsi un po’ meglio del passato.

Reazioni:

2 commenti:

  1. Ho riproposto il post sul mio blog
    http://mauropoggi.wordpress.com/2013/05/10/piccole-dittature-crescono/

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  2. In effetti gli articoli di Tonino contengono riflessioni, spunti e informazioni in abbondanza. Ciao

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