domenica 12 maggio 2013

La Germania ora raccoglie i frutti dell’Economicidio: una nuova classe di untermenschen, ma istruiti. Goebbels non ci sarebbe arrivato

dal blog di Paolo Barnard

I dati sono sconvolgenti: la Germania era fino a poco fa una nazione che esportava lavoratori, ora li importa a man bassa. Nel 2103 l’immigrazione in Germania ha toccato un record assoluto da 17 anni a questa parte. L’Ufficio Statistico di Germania l’ha detto chiaro: sono lavoratori alla disperazione che vengono da Grecia, Italia, Spagna e Portogallo. Quelli cioè che l’economicidio dell’Eurozona, voluto da Berlino e Parigi, ha portato al disastro. Marx lo sapeva, al capitale serve “L’esercito di riserva dei disoccupati”. Eccolo.

Un gruppo di economisti tedeschi ha felicemente commentato che si tratta “di lavori che andranno a riempire i vuoti qui da noi, poiché i tedeschi quei lavori non li fanno”. Back to the ‘70s. Ritorno agli anni ’70, solo che non sono più i turchi ora, ma noi ex ricchi. Infatti i nuovi immigrati sono soprattutto italiani, greci, portoghesi e spagnoli laureati, o almeno diplomati e con già un mestiere sulle spalle.

Eccoci. Berlino ha la crema a gratis. E noi, immani poveri deficienti, diciamo “Nessuno metta in dubbio l’ideale europeo!”.

Devono pisciarci in testa, è giusto, ma di più.

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