venerdì 3 maggio 2013

Cos’è l’Alto tradimento?

Tonino D'Orazio

Hanno complottato nei retroscena nazionali le loro politiche contro il bene comune. Fanno parte di oligarchie internazionali, di stampo massonico, dalle quali prendono ordini. Ci hanno prosciugato di tutto e ci hanno reso un popolo schiavo, servile e peggio ancora fiero di esserlo. Altri hanno già deciso il nostro futuro: rifiuti, nucleare, energie rinnovabili, scuola, lavoro etc. Noi siamo spettatori inermi e paganti. Può definirsi tirannide la politica oggi esercitata dalle Unione Europea avente il preciso scopo, per dirla con S. Tommaso d’Aquino, di ridurre in schiavitù i popoli per ottenerne un proprio vantaggio? Può definirsi alto tradimento del popolo chi vi partecipa con assiduità e servilismo?

E’ difficile festeggiare oggi, dopo il teatrino osceno di questi giorni, con la consapevolezza che si prepara un governo con chi è avvezzo a irridere la Resistenza e sgretolare la Costituzione, Napolitano compreso. Il discorso fasullo di Napolitano? In pratica: o fate come dico io, larghe intese, e non inciucio (mi raccomando, dice lui. Le parole sono sassi) o ne trarrò le conseguenze. Non vi sembra esulare un po' dai compiti che una legge elettorale, che non prevede il presidenzialismo, concede al presidente della Repubblica? In questo caso vige la rappresentanza parlamentare, Parlamento che rappresenta gli elettori. Non è ancora il capo dello Stato a rappresentare gli elettori. È il Parlamento.

Il risultato del cambio di casacca del Pd di fronte ai propri elettori, per un piatto di lenticchie ma con il cucchiaio in mano a Berlusconi, (“o così … o usciamo da governo” mentre non era ancora completato) rischia di sedimentare un sentimento duraturo: il morbo del risentimento. Rimane sempre la teoria del meno peggio, senza sapere dove finirà questo peggio. E chi vuole salvarmi a tutti i costi malgrado me stesso. E’ quello che ha pensato due terzi dell’elettorato che non voleva la continuità. Rimane un po’ di impotenza democratica se il governo dovesse durare e fare colpi di mano su legge elettorale o Costituzione per assodare le poltrone di “saggi” e canuti politici, e continuare ad imbrigliare e pilotare la residua democrazia rimastaci.

Certo se questa delicata fase di transizione e di passaggio della crisi, gestita da conclamati governanti mercenari, andasse avanti come prima e più di prima, non avremmo dubbi su quali interessi sarebbero indotti a privilegiare a danno del benessere dei propri concittadini e della stabilità del proprio paese. La fine dell’euro (data per certa da vari organismi economici internazionali appena si esaurirà l’agonia e il tallone di Achille della Germania) comporterebbe automaticamente l’esilio o la citazione in giudizio per alto tradimento della Costituzione Italiana per la maggior parte dei protagonisti dell’attuale classe dirigente italiana. Tolto il male (l’euro), gli italiani dovrebbero essere sufficientemente decisi e determinati ad eliminare anche i “malfattori” (gli eurocrati e gli europeisti di spicco in genere, non quelli di traino, perché se no si tratterebbe di una vera e propria deportazione di massa), per impedire preventivamente che approfittando della prevedibile situazione di disordine e confusione istituzionale possano rendersi colpevoli di altri crimini e misfatti. Pensare che il Tribunale Internazionale Russel ha chiesto di istituire una sezione per il genocidio sociale, assimilando quelli che affamano il popolo a genocidi veri e propri. Mi sembra che la stessa Boldrini abbia detto che la crisi genera carnefici. Non mi sento di fare un ragionamento freddo, ma nemmeno di pensare che l'emergenza è sempre più alta per cui dobbiamo ingoiare qualunque cosa. All'emergenza si fa fronte con la determinazione e soprattutto con dei principi. Perché se all'emergenza sociale si vuole porre rimedio senza garantire il diritto di uguaglianza di ogni cittadino, allora non si risolve nessuna emergenza. E questo cos'è se non un altro tradimento della Carta?

A proposito di Costituzione: quanto accaduto è più che un anticipo di presidenzialismo. Stiamo andando in quella direzione? Penso che ci stiamo andando e anche in maniera sciocca. Siccome il teatrino che abbiamo visto è veramente osceno, qualcuno avrà pensato: perché il capo dello Stato non possono eleggerlo direttamente i cittadini? È vero che magari avrebbero eletto Grillo al Quirinale ma forse più sicuramente Berlusconi. Penso che dobbiamo ancora ragionare molto prima di mettere in discussione e dare colpi irreversibili all'assetto della Costituzione, che è stata studiata articolo per articolo, mattone per mattone e da parecchie persone. Anche se un bel po’, in questi anni gestiti politicamente dalla P2 e dai neofascisti, sono riusciti a sgretolarla, un pezzo alla volta. Adesso invece rischiamo che chiunque vada lì, magari un Quagliarello e un Violante qualunque, ci rifà tutta la Costituzione. E noi stiamo tranquilli? Si può parlare di tradimento dell’Assemblea Costituente nata dalla Resistenza, o dell’ultimo referendum a sostegno della Carta? Ve l’immaginate cosa sarebbe successo se la Costituzione l’avessero fatta i democristiani e i fascisti, a maggioranza, senza il PCI e il PSI? Cioè contro più di un terzo del Parlamento? Cercate di non immaginarlo.

Siamo già in una forma di repubblica presidenziale che potremmo definire preterintenzionale, poiché il Presidente nulla ha fatto per perseguirla, ma si è trovato già da due anni ad assommare il ruolo di leader politico effettivo a quello di Presidente, che è stato riconfermato in presenza di una crisi della politica, di una sua incapacità di proposta e di risposta che non hanno precedenti. Ma il quattordicennato non è compatibile con l'istituto repubblicano, ne segnala la crisi e lo snaturamento, lo scivolamento in direzione di una monarchia elettiva. Gli stessi francesi hanno portato la permanenza a massimo cinque anni. In questo quadro si può anche abolire la festa del 2 giugno: tanto è quella della Repubblica e non ancora del reame presidenziale.

Flavio Zanonato (Pd menoelle), neo-ministro dello Sviluppo economico, sgancia la bomba nucleare. "L'energia atomica è una forma di energia, se si può gestire non è sbagliata di per sé. Nel mondo c'è. Se avessimo i siti adatti, perché no anche in Italia?" Il ministro ha aperto anche al ponte sullo Stretto. "Non lo ritengo nel modo più assoluto una priorità per l'Italia, ma di per sé potrebbe anche essere una cosa interessante". Stella Bianchi, responsabile ambiente del Pd, apre il teatrino: "Siamo sorpresi, non ha alcun senso parlare di nucleare". Il nuovo ministro della Difesa (pardon, della Guerra), in merito all’acquisto del centinaio di bombardieri F35, ci prende in giro:”si possono diminuire un tantino, ma gli impegni vanno rispettati”. E allora che si fa?

Non sono bastati i referendum, due, (ultimo giugno 2011) per dire no al nucleare? Ma chi è Zanonato in confronto agli altri milioni di cittadini? Magari è un ex comunista del Pd finalmente al potere. E il referendum sull’acqua bene pubblico, a chi tocca farlo rispettare? E quello sul valore e il mantenimento dei principi della Carta Costituzionale, chi rema contro?

Anche  il solito qualunquista Violante è pronto a giocarsi a tavolino una “profonda riforma costituzionale” senza sapere dove si va. "Bisogna distinguere tra una legge elettorale che serve per l'immediato per mettere in sicurezza il sistema [ndr: bloccare il M5S e un eventuale terzo Polo] e una legge fatta una volta varata la riforma costituzionale. Quest'ultima dipende dal tipo di riforma che si fa ed è difficile prevederla". Non sa dove andiamo?! Lo sapremo dopo? Ci sarà un referendum di approvazione? (ovviamente scherzo, ve lo immaginate con i padroni delle ferriere o con la troika?). Si può chiamare “alto tradimento”? O questo termine si riferisce ormai solo alle escort?

Eppure c’è ancora qualcosa di più sottile, per esempio il tradimento profondo e silenzioso della natura, della vita: le api sono in via di estinzione, rappresentano, oltre che l’impollinazione di fiori per frutti, un elemento della catena alimentare che si sta spezzando. Ebbene l'Ue vieta l’uso dei pesticidi-killer (a dire il vero dopo una sollevazione degli apicoltori tedeschi). L'Italia vota contro. Ma chi li ha autorizzati? Chi rappresentano? E’ il caso di ribadire, su tutte le questioni esposte, “non in nome mio!”.

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