sabato 9 marzo 2013

Non voglio diventare nazionalista


di Tonino D’Orazio

Altri lo vogliono. Dall’Europa agli americani.

E’ in atto un ulteriore attacco sistematico al nostro paese. Dagli “amici” più stretti. Un po’ come le mantide religiose che divorano per troppo amore e passione.

La guerra in atto per continuare a tenere ingabbiato economicamente il nostro paese ha qualcosa di talmente insano e antidemocratico che dovrebbe risvegliare addirittura le coscienze patriottiche. Patriottismo formale sempre sbandierato dalle destre italiane e paese puntualmente svenduto dei suoi interessi fondamentali agli stranieri, amici. Non pensavo di utilizzare questi termini ma mi sono ricordato che i partigiani, tutti, si chiamavano tra loro “patrioti” componendo il Comitato Nazionale di Liberazione dall’oppressione straniera. Quando serviva non c’era né destra né sinistra.

Dopo aver perso due guerre mondiali penso che la Germania non possa vincere questa terza, oggi economica, pur essendo alleata alle maggiori forze e alle lobbies finanziarie mondiali, cioè anglosassone, e in un certo senso anche dipendente da esse e dai loro ratings. Il suo tallone d’Achille è proprio l’Euro, e il mediterraneo è di nuovo un boccone troppo grosso. Per questo sono nervosi più di noi, da un ricatto a un altro, da un insulto all’altro. Anzi, mentre il Fmi e l’Ocse hanno fatto marcia indietro e parlano dei danni che con la Bce ci stanno procurando le politiche di austerità, in Germania, invece, per motivi ideologici e anche elettorali, si continua a far finta di nulla. E’ un popolo strano, tira dritto in avanti, senza fermarsi, come ha sempre fatto, con metodo, fino alla fine, sua e di tutti. Eccetto degli inglesi che li conoscono bene e hanno scelto di non dipendere dall’Euro-Germania. Gli sciovinisti francesi pensavano di diventare imperiali e lo sono diventati verso di noi (e gli spagnoli) ricomprandosi tutto l’agroalimentare italiano, le case di moda, l’aeronautica civile, le banche, la produzione elettrica ecc … Vivono di rendita.

Certo per l’Italia l’uscita dall’Euro porrebbe sicuramente una serie di gravi problemi, però a detta di economisti mondiali, premi Nobel sicuramente meglio, più competenti e meno disastrosi dei nostri bocconiani attuali, ormai di già triste memoria, potrebbe anche rappresentare una soluzione. Allora è proprio la Germania che un giorno sì e uno no, socialisti e liberali compresi, minacciano di spingerci fuori dall’Eurozona, se non facciamo ciò che vogliono, o in un recinto euro di serie B, in un’aia-colonia per i polli di allevamento di razza mediterranea. Vecchi ricordi mai sopiti.

Ci si mettono tutti, anche la Svizzera che fa accordi con tutti ma non con noi per i fondi trafugati dall’Italia e depositati presso le loro banche. Forse sono talmente tanti che rischiano di impoverirsi o se lo fanno rischiano di vederli sparire in migliori e più anonimi paradisi fiscali. Una vecchia canzone popolare del Sud sussurrava che la “Svizzera cammina con il nostro fiato e i nostri soldi”.

Nessuno dà per scontato che una Europa di destra costruita da 20 anni su teorie thacheriane e neoliberiste, (ma accettate dai socialisti europei), sulla guerra economica interna, con il libero mercato che significa che il più forte vince sempre, cioè tutti contro tutti, avrebbe dato questi risultati. Allora salvare l’Italia, salvare l’Europa … A chi e a che cosa si riferisce il termine salvare? E’ chiaro che questa non è l’Europa democratica e parlamentare dei popoli, e questa ovviamente non è più l’Italia della nostra Costituzione. Sono diventate invece la solita antica guerra dei ricchi contro i poveri. Della sopraffazione tramite la democrazia limitata. Lo stesso Draghi ribadisce che elezioni o meno l’Italia è già su un binario obbligato, e si riferisce alla norma inserita in costituzione chiamata Fiscal compac . Allora perché tanto clamore per un governo obbediente, un parlamento servile se non inutile perché farebbe finta di gestire le risorse del paese già accaparrate tecnicamente da altri, una nazione in ginocchio e senza speranza.

30% degli italiani stanno rialzando la testa? Hanno messo una zeppa alle strane contiguità ? Hanno scelto di slancio uno strano anticonformista contenitore. Sicuro che non hanno capito niente? Sicuro che non si possa chiamare questa fase elettorale “primavera italiana” e dare fiducia? O bisogna mantenere in blocco tutto il “vecchio” che ci ha portati in queste condizioni di sudditanza infinita e senza speranza? Mantenere questo vecchio “non populista” (o anti-populista), cioè senza il popolo, in una struttura ultra-neo-liberista mortale a fuoco lento?

Per alcuni forse non è più giusto indignarsi o ribellarsi. Altri, pragmaticamente, hanno scelto quello che il convento passava, ma che conteneva una sicura giustizia sociale e una moralità complessiva che altri non potevano più accampare tranquillamente. Anzi, già così non lo possono fare più.
 
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