venerdì 8 marzo 2013

Correte correte, è arrivato Giggino o'bluff


Di Napoli non so molto e di De Magistris so qualcosa, avendo seguito dapprima la sua carriera di magistrato e poi quella di politico, eppure credo di sapere tutto quello che c’è da sapere riguardo a ciò che sta succedendo in quella città. Mi fa soffrire l’incendio alla Città della Scienza  e allo stesso tempo mi preoccupa. Mi fa soffrire perché nella Città della Scienza andavano le scolaresche a familiarizzare con la scienza e andavano persone comuni curiose, illudendosi di respirare un’atmosfera di altri luoghi, di altri paesi, come quelli del Nord Europa dove le buone intenzioni e la passione per un progetto si mescolano ad un gusto estetico e a una cura dei particolari che danno freschezza agli ambienti e un gran senso di pulizia. Mi preoccupa perché l’attentato alla Città della Scienza è un attentato alla bellezza e al cambiamento ed è un’aggressione al sindaco di Napoli, emblema di quel  cambiamento.  I volti dell’orrido e  della prevaricazione  con il loro manto nero di violenza, bruttura e squallore sono venuti allo scoperto, non è inaspettata questa reazione e forse dovremo aspettarci di peggio.

De Magistris è attaccato da più fronti, ricattato dalla violenza criminale dei mandanti del rogo, ma ciò che è peggio reso bersaglio di una subdola e scientifica delegittimazione della persona. Giggino o’ sindaco diventa l'immagine sgranata di Giggino o’ bluff, Giggino o’flop. Gli stanno appiccicando addosso la maschera deforme di un Masaniello da commedia all’Italiana, rubandogli l’anima e la credibilità. Metti qualche troll in rete e prendi qualche giornalista compiacente e il  gioco è fatto: una persona che lotta per la sua città e per la politica diventa una maschera sguaiata e ridicola, con la faccia da schiaffi dello spaccone millantatore e bugiardo da bar di paese. Forse mi sbaglio, ma ho abbastanza anni da ricordarmi le logiche che governano questo paese: le stragi, gli attentati, la delegittimazione delle persone oneste servono solo a salvaguardare il brutto, il torbido dove pescare, lo squallore dove rifulgere con il danaro rubato e la fama conquistata gabellando un popolo distratto. Le parole di  personaggi infami e cialtroni: “dovevano bruciarla prima”, mi sembrano una firma inequivocabile dei mandanti di un gesto schifoso e infame. Spero che i napoletani sappiano da che parte stare. 
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