mercoledì 2 gennaio 2013

Dalla padella alla brace

di Tonino D’Orazio 

Strani auguri di buon anno. “Siccome al peggio ormai non c’è più fine, speriamo che il 2013 sia disastrato solo come il 2012”.
In realtà stiamo assistendo ad una campagna elettorale strana. Senza politica del buon senso. Viene rilanciato, come ormai da più anni, il messaggio della riduzione delle tasse. Sia da Berlusconi che da Monti. Dopo. Nel frattempo i telegiornali sono pieni di aumenti a raffica lanciando una crescete apprensione. Con una certa insistenza maligna delle reti di Berlusconi. Aumenti su obblighi che non si possono sfuggire. Il cappio delle banche, delle assicurazioni e dei monopoli diventati privati si stringe. Sono pronti a divorare ancora, per legge. Tutti diventano collettori per lo stato mentre rimane loro qualche margine di beneficio gratis.
Tutti i partiti, fautori della legge elettorale definita giustamente “porcellum”, hanno capito che non si potrà governare il paese se non in una “grande Koalizione”. Si sa che la situazione elettorale del Senato è stata creata ad hoc. E allora tutti al centro. Diventa una campagna elettorale senza programma, oppure con tutto ed il contrario di tutto. Campagna elettorale tattica.
Tutti vorrebbero di nuovo Monti, uomo di estrema destra economica, proponendo di continuare la sua Agenda alla macelleria sociale, malgrado una percentuale alta dell’opinione pubblica contraria. Lui sa che avranno bisogno di lui al Senato, se la sua lista-barcone riesce a navigare un po, indipendentemente dalla volontà popolare maggioritaria contraria. La democrazia è troppo addomesticata. Le elezioni ad aprile erano troppo lontane per reggere, ma quelle di febbraio sono troppo vicine alla nuova raffica di aumenti e a una nuova stagione per contare altri poveri. Diventa patetico esibire “dolore” per le sofferenze sociali, e difendere le politiche che le producono
Straordinariamente il difensore dei ceti sociali eufemisticamente “meno abbienti” sta diventando Berlusconi, sparando a zero sui concorrenti di destra dopo averli sostenuti fino al mese scorso, rilanciando un anti-comunismo inesistente ma che funziona ancora, liberandosi o forse “rottamando” un bel po’ di voltagabbana, rilanciando invettive contro la Merkel responsabile della situazione italiana, spiega che con la Costituzione attuale non e' possibile governare (una terza repubblica più leggera e padronale) e ciliegina, “aboliremo l’Imu al primo Consiglio dei Ministri”. Riduzione del 50% dei parlamentari, massimo due legislature, dimezzamento degli emolumenti ecc… Si potrebbe dire che avrebbe potuto attuare tutte queste promesse in 18 anni di governo. Ma tant’è, i programmi massimi non servono in campagna elettorale, bisogna ricordare poco, individuare solo il proprio tornaconto, se ci si riesce.
Per il gossip, con grande generosità, visto che si partiva da 300.000 euro al mese, ha “regalato” alla ex moglie Veronica Lario 3 milioni di euro al mese. Non c’è che dire. Un uomo nuovo e buono. (vedi le sue interviste a sostegno delle ragazze-figliole poverine che mantiene economicamente). Dal punto di vista economico i professorini al governo sono stati degli incapaci. Lo dimostra schierandosi con parecchi Nobel dell’economia contro la menzogna dello spread. La verità può essere multipla. Anzi istituirà una commissione-inquisizione per dimostrarlo, ma forse anche sull’operato “golpista” di Napolitano per capire perché è stato mandato via. Grande. I suoi processi sono passati in secondo piano e se questi giudici comunisti, sempre pronti a scendere in politica anche loro, a turno, ci provano a rilanciarli durante la campagna elettorale potrà urlare allo scandalo anti-democratico a reti unificate, almeno fino a marzo.
Dopo la morte della grande signora, senatrice a vita, Rita Levi di Montalcini, rimane già un posto vacante e c’è da scommettere che Napolitano, prima che finalmente vada via, ha già qualche altro amico da proporre, nel giro di 24 ore. Ne ha facoltà. Che ne pensate di un altro banchiere, segno dei tempi, per gradire? Magari Prodi.
Per gli uomini di sinistra il Pd rimane un problema insoluto. Costretto a rincorrere l’agenda Monti, accettata e votata in toto da più di un anno, senza possibilità di poterla ormai modificare, se non su quisquiglie, il Pd non sembra avere un programma chiaro, o almeno un po’ alternativo. Perché dire, ieri e oggi per domani, che Monti è pericoloso? Anzi qualche sostenuto ideologo del massacro dei lavoratori, come Cazzola e il renziano Ichino (da “gioiello della sinistra a giullare dei banchieri”) che da scienziato precisa che “Monti è più a sinistra di Bersani”, scelgono direttamente la lista del professore. Hanno fatto finalmente chiarezza. Tanto se Bersani dovrà fare poi l’accordo di governo con Monti sono in ottima posizione. Mossa del cavallo.
Oltre alle altre, si affacciano altre due liste civiche a sostegno di Monti una ex-Pdl (e si capisce, con un fantasma chiamato Frattini) e una ex-Pd (dei non rieletti alle ultime primarie). La confusione è totale. Sembra un “si salvi chi può”. Non c’è più il tanto decantato bipolarismo che avrebbe definitivamente fatto chiarezza istituzionale, ma un nugolo di pianetini che ruotano e si aggrappano dove sembra convenire di più. Tatticismo. E’ un quadro desolante. Si aggiunga che più a sinistra si fa il possibile per dividersi, frammentare le forze e continuare raggruppamenti e partitini strettamente nominativi e personali con percentuali così ininfluenti da favorire meglio le altre coalizioni. Ulteriore quadro desolante.
Non parlo di Grillo e il Movimento 5 Stelle, ma solo per rimarcare però che viene sempre presentato urlante dalle varie televisioni, di stato e padronali. Sono curioso di vedere lo share di ascolto se lo fanno parlare direttamente quando ne avrà diritto per la par condicio.
Se la paura dello spread è diminuita, cosa ci proporranno come nuovo thriller? Non ricominciamo con le stragi per favore, abbiamo già dato.
Perché essere ancora messi in condizioni di dover votare il meno peggio?


Reazioni:

1 commento:

  1. Spero che Tonino si sbagli sulla sinistra e le formazioni politiche "personali". Anche se la lista Rivoluzione Civile con il nome Ingroia in primo piano è il riflesso di una perosnalizzazione dello scontro politico, e di un certo marasma a sinistra, è il meglio che c'è sul campo e aspira a ben più di una risicata percentuale di testimonianza.

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