venerdì 28 settembre 2012

Falsari sbugiardati. Agghiaccainte. Terrorismo di stato in Europa

di Fulvio Grimaldi da Mondocane (via ComeDonChisciotte)



Dobbiamo tenere e dominare Atene. Sarebbe ottimo riuscirci senza spargimento di sangue, ma anche con, se fosse inevitabile. (Winston Churchill all’epoca della resistenza del Fronte di Liberazione Nazionale)

Politici e pannolini dovrebbero essere cambiati frequentemente, entrambi per le stesse ragioni.
(José Maria de Eca de Queiroz)

I problemi del mondo non potranno mai essere risolti da scettici o cinici, i cui orizzonti sono limitati dalle realtà ovvie. Abbiamo bisogno di uomini che sappiano sognare di cose mai esistite.
(John Keats)

L’Occidente ha vinto il mondo non con la superiorità delle sue idee, religioni, valori, ma piuttosto con la sua superiorità nell’applicare violenza organizzata.
(Samuel Huntington, “Lo scontro di civiltà”)

In Belgio i compagni manifestano per la Siria


Madrid, martedì 25/9/12


Oggi parliamo della cosa più urgente e necessaria del mondo: lo smascheramento del complotto mediatico occidentale per ingannare l’opinione pubblica sul crimine più efferato in corso: la guerra alla Siria dopo quella, identica nelle forze in campo e nelle motivazioni, alla Libia e all’Iraq. Qualcuno di molto attento ha raccolto una montagna di documenti che svelano definitivamente di che pasta sia fatta l’informazione main stream, e di quali colpe contro la verità e, quindi, contro l’umanità siano investiti i papagalli delle apparenti opposizioni. Mettete da parte i documenti fotografici, di cui qui c’è spazio solo per pochi tra le migliaia, e utilizzateli. E’ un arma decisiva, per la Siria, per tutti noi.



Espana de piè
Prima, però, due righe sui combattenti di Spagna. Da Madrid a tutto il paese 12 manifestazioni di massa. Davanti alla lotta per il diritto di piazza e di espressione politica contro gli affossatori della Spagna, agli scioperi in Grecia, alle nuove mobilitazioni degli Occupy Wall Street e alle manifestazioni della galassia antiguerra ANSWER in 20 città Usa contro le guerre di Obama, cosa succede da noi? Proteste sacrosante, quotidiane, di mille realtà sofferenti separate, deboli e isolate, che nessuna forza come Indignados, Syriza, Occupy, si preoccupa di unificare in un’unica marcia contro il Potere e che quindi scorrono sulle facciate dei robot mannari di regime come gocce di pioggia sui vetri. Noi, intossicati fino alla paralisi dalla diserzione di tutte le sinistre e sedicenti tali, davanti agli sterili onanismi di “nuovi soggetti politici” fatti di pura velletarietà, che compaiono, starnazzano, spariscono; noi, ammutoliti davanti all’enormità della corruzione mafiosa nella quale sprofonda il paese con tutte le sue istituzioni, compreso il centro nevralgico Vaticano, a evidente vantaggio della tecnodittatura antipolitica bocconian-bancaria che si pretende fuori dal verminaio partitico e dalla sua corruzione.

Fuori dal verminaio e dalle sue pratiche, rispetto alle quali il citatissimo “basso impero” fa la figura di un concentrato di virtù, ma a capo di un progetto in corso d’opera la cui corruzione è la peggiore di tutte: ontologica, con mire millenariste planetarie, escatologiche, a paragone della quale Polverini, Formigoni, Penati, Lusi, il mignottame berlusconiano e le loro schiere politiche, sono ladri di polli. E anche i trascorsi disumani fascisti sfigurano un po’.
A Madrid, all’ora attuale, 70 feriti e decine di arrestati dalla violenza, sacrosantamente contrastata (come da noi i soli No Tav), delle orde in divisa degli avvoltoi lanciati sulla Spagna dalla criminalità organizzata di Francoforte e Bruxelles (ma chi tira le fila sta a Washington e Tel Aviv). Una ferocia repressiva che si spera adeguata a liquidare la portata rivoluzionaria degli obiettivi delle centinaia di migliaia che assediavano il Congresso (parlamento) e le città spagnole nel nome dei cittadini sociomassacrati e desovranizzati: la dissoluzione dei poteri dello Stato e un’Assemblea Costituente. Come nel migliore Egitto, come in Bolivia, Venezuela, Ecuador, Nepal, India, nella Cuba del Che. La risposta della Delegada de Seguridad de Madrid, Cristina Cifuentes, la locale Cancellieri: “i manifestanti sono golpisti, circondare il parlamento e disturbarne le sedute è un crimine”.


 “Giovane rivoluzionario” alla pulizia etnica di cristiani e patrioti in Siria
Il Photoshop all’epoca del terrorismo mediatico: sconvolgenti falsificazioni

In Siria, più la situazione delle forze e delle strategie in campo si va chiarendo, più traspare la verità del complotto sion-imperial-salafita, a volte con il vanto delle stesse centrali della cospirazione, come il Mossad e la Cia, a volte con gole profonde eterodosse delle amministrazioni, con le ammissioni di settori di stampa sopraffatti dall’evidenza, con la cattura di comandanti turchi delle svariate e rivaleggianti bande di mercenari salafiti, o con la scoperta di spedizioni d’armi e di contractors sia occidentali (anche italiani, sul modello dei delinquenti alla Quattrocchi), sia trasferiti in massa da scenari insanguinati da Nato-Al Qaida in Afghanistan, Cecenia, Libia, Iraq, Pakistan, Yemen. La Siria, il suo popolo, le sue forze armate, alla difesa dell’ultima casamatta libera, sovrana, indomita della nazione araba, continuano a vincere il confronto militare: cittadini soldati in difesa della patria, della dignità, della vita, della libertà, contro gli sgherri al soldo della globalizzazione cannibalica, a nome di tutti noi. Attentati stragisti, pulizia etnica di centri abitati, spesso cristiani, come ieri al confine con il Libano (e il Papa salmodia contro Assad!), massacri di donne e bambini da attribuire al governo, sono diventati la risposta di Washington, Bruxelles, Tel Aviv e dei despoti del Golfo, alla sconfitta militare. Con il terrorismo reso endemico, alimentato a bassi costi dagli esperti dell’11 settembre e degli assassinii mirati Cia-Mossad e di difficilissimo contenimento da parte di chi si rifiuta di reagire con gli stessi metodi, la vicenda siriana dovrebbe essere destinata a incancrenirsi e assicurare nel tempo, se non la conquista del paese e il rovesciamento delle sue istituzioni, la loro perenne destabilizzazione, il caos, la cancellazione del ruolo sociale, politico, geostrategico della Siria. Un ostacolo di meno alla marcia degli stivali nazisionisti sull’Iran.
E su questo sfondo che il lavoro di smantellamento del gigantesco menzognificio operato per giustificare lo Staticidio in Siria, diventa un’arma irrinunciabile e, nel tempo, decisiva perché si lacerino nebbie accecanti e popoli e classi prendano coscienza e si muovano. Come ai tempi delle vittorie sul primo colonialismo. A Damasco, come a Belgrado, a Baghdad, a Tripoli, il terrore della verità giustiziera impone l’obiettivo dell’annientamento dell’informazione dell’aggredito: bombe su centri televisivi, assassinio di giornalisti non venduti ad Al Jazira e Al Arabiya, cancellazione delle emittenti siriane dai satelliti. Il 26 settembre è stato assassinato il 12esimo giornalista che riferiva in termini onesti sulle vicende siriane: Maya Nasser, inviato dell’emittente iraniana “Press TV. Dalle fucilate del cecchino è rimasto ferito anche il capo dell’ufficio di corrispondenza a Damasco, Hosein Mortada. Numerosi sono stati i giornalisti rapiti, torturati e uccisi dai mercenari. Qui Ali Abbas, della TV indipendente Adunia Il 26 settembre è stato assassinato il 12esimo giornalista che riferiva in termini onesti sulle vicende siriane: Maya Nasser, inviato dell’emittente iraniana “Press TV. Dalle fucilate del cecchino è rimasto ferito anche il capo dell’ufficio di corrispondenza a Damasco, Hosein Mortada. Numerosi sono stati i giornalisti rapiti, torturati e uccisi dai mercenari. Qui Ali Abbas, della TV indipendente Adunia Il 26 settembre è stato assassinato il 12esimo giornalista che riferiva in termini onesti sulle vicende siriane: Maya Nasser, inviato dell’emittente iraniana “Press TV. Dalle fucilate del cecchino è rimasto ferito anche il capo dell’ufficio di corrispondenza a Damasco, Hosein Mortada. Numerosi sono stati i giornalisti rapiti, torturati e uccisi dai mercenari. Come Ali Abbas, della TV indipendente Adunia 

      
 Ma, inesorabilmente, la forza delle cose apre delle crepe. Chi legge queste mie righe su FB, per vedere i documenti fotografici vada su www.fulviogrimaldicontroblog.info. Agghiacciante esempio della deontologia di chi, su un set cinematografico del Qatar, aveva già costruito e poi diffuso nel mondo una Piazza Verde di Tripoli “conquistata dai ribelli”. Goebbels, con i suoi finti soldati polacchi che sparano sui tedeschi e provocano la Seconda Guerra Mondiale, era a livello di sorpresine Kinder. Il materiale che vedrete, perlopiù prodotto e diffuso da emittenti del Golfo è stato sistematicamente, acriticamente e volenterosamente recepito e ridiffuso dai media occidentali, quelli del mondo della democrazia e della libertà d’informazione.


Vittime di Gaza “trasferite” in Siria

Vittime Nato in Iraq “trasferite” in Siria

Manifestazione per Assad diventa contro Assad, il cui volto viene sfregiato

 Una famiglia in fuga dalle bombe di Assad, o una famiglia in tranquillo cammino?

Sfilata di truppe governative diventa sfilata di “ribelli” (vedi bandiere)

 cosmesi anti-Assad: colori dei "ribelli" sulle guance

Bandiera nazionale diventa dei “ribelli”

aereo iracheno caduto diventa siriano

Il saluto ad Ahmadi Nejad, diventa il medio alzato contro di lui

Gaza diventa Siria

Elicottero Usa abbattuto in Afghanistan, diventa siriano

Casa crivellata di Gaza diventa casa bombardata da Assad

Missili nordcoreani si trasformano in siriani

Palestina, bimba e tank israeliano trasferiti in Siria


Balcani 1995  ma, per l’agenzia del Qatar, 2012 Siria

Sangue a Gaza divenuto siriano

Aereo russo caduto nel Caucaso diventa siriano e ricade in Siria

Bombardamenti Nato trasformati in siriani

Coppia in fuga dalle bombe di Assad, o coppia in tranquillo cammino?


Arte di strada a San Francisco diventa beffa  su casa "distrutta da Assad"

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Con un'informazione libera l'Italia cambierebbe in 24 ore. I giornalisti italiani si suddividono in tre categorie: gli indipendenti (pochi, eroici e spesso emarginati), gli schiavi (tantissimi, sfruttati e pagati 5/10/20 euro a pezzo) e i Grandi Trombettieri del Sistema, nominati in posizioni di comando dai partiti e dalle lobby (direttori di testata, caporedattori, grandi firme, intellettuali per meriti sul campo). Sabato scorso a Parma tecnici e esperti hanno discusso per ore di inceneritori, dei danni alla salute, della loro assoluta inutilità, di rifiuti zero, dei tre miliardi di debiti di Iren, società quotata in Borsa e posseduta in maggioranza dai Comuni targati pdmenoelle. Nulla di tutto questo è stato riportato. La piazza vuota, semi vuota, quasi piena è stato l'unico argomento di interesse (in piazza della Pace erano presenti 3.000 persone e decine di migliaia erano collegate in streaming). Parlare d'altro per non parlar di niente.
Il conflitto di interessi tra informazione e potere economico e politico è diventato insopportabile. La maggior parte degli italiani è informata da sette televisioni e tre giornali. Rai1, Rai 2 e Rai 3 sono occupate dai partiti, Canale 5, Italia 1 e Retequattro sono di proprietà di Berlusconi, a capo di un partito, la7 appartiene a Telecom Italia. La Repubblica è di De Benedetti, tessera numero uno del Pdmenoelle, La Stampa è della famiglia Agnelli, gli azionisti di riferimento del Corriere della Sera sono le banche e Confindustria. Siamo manipolati dai partiti, dalle banche e dalle industrie che, attraverso i media, stravolgono la realtà. L'Italia è un'Isola dei Famosi, un reality show di sessanta milioni di persone che ascoltano favole, racconti fantastici in dosi così massicce e da così lungo tempo da aver trasformato il Paese in un gigantesco Truman Show in cui la verità è menzogna e la menzogna è verità. Più il Sistema si decompone, più i media ne diventano l'ultimo feroce baluardo (dopo infatti non c'è più alcuna difesa) perdendo ogni ritegno e vergogna. Gli attacchi al MoVimento 5 Stelle sono diventati parossistici, quotidiani, bipartisan, falsi, con notizie inventate di sana pianta, diffamatori verso chi non ha mai governato, rubato, che non candida condannati, non vuole poltrone o rimborsi elettorali. Il gioco al massacro è così chiaro, evidente da essere diventato imbarazzante, paradossale, quasi comico per chi lo pratica.
Beppe Grillo (topperà tante volte, ma qui ha le ragioni che tutti gli altri non dicono).



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