mercoledì 29 agosto 2012

Meglio un Sallusti oggi che un Grillo domani

L'invito Sallusti, uno dei dipendenti di Berlusconi che si finge giornalista, a partecipare alla festa dell'Unità, aldilà del cattivo gusto, assume una valenza più che altro politica. 
Sallusti è la garanzia della continuità del vecchio regime, con le sue connivenze e i suoi accordi sotto banco (ricordate le parole di Violante nel 1994 sulle garanzie a Berlusconi in merito alle sue televisioni?). Dietro l'apparente autocertificazione morale insita nell'invito a Sallusti, come a voler dimostrare “non siamo più gli stalinisti di una volta che avrebbero fatto a pezzi il nemico sconfitto”, si cela al volontà di e forse la necessità di mantenere un legame di reciproca complicità, come garanzia di continuità di un regime di privilegi e di affidabilità nei riguardi delle istituzioni sovranazionali. 
A pensarci bene anche la frase di Letta: "meglio votare Pdl che Grillo", è evocativa.
Qui non si tratta di democrazia e di rispetto dell'avversario come vogliono farci credere, da che mondo e mondo chi è alle dipendenze di qualcuno come mazziere esperto di metodi Boffo, non si può definire un giornalista. 
La discontinuità con il vecchio si valuta anche dalla visibilità dei vari Sallusti più o meno travestiti, che circolano nei vari salotti della politica. 

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