venerdì 31 agosto 2012

Lista unica degli "anti Monti" anche senza falce e martello

"Proponiamo ai movimenti, ad Alba e a tutte le forze della società civile e quelle sindacali di fare una lista comune e aperta". Il portavoce della Fed vorrebbe il rosso, ma ai movimenti civici piace l'arancione.


Se Sel allontana la prospettiva della lista unica con il Pd, il coniuge separato Rifondazione comunista (che aderisce alla federazione della sinistra) invece lo avvicina. A grandi passi e persino a prescindere dalla legge elettorale. «Noi siamo contro il porcellum e contro la legge finto proporzionale che Pd, Pdl e Udc stanno preparando al solo scopo di rendere necessarie le alleanze dopo il voto», ha detto mercoledì sera a Modena Paolo Ferrero (nella foto), durante un dibattito con Giuliana Beltrame dell'Alleanza lavoro benicomuni ambiente. «E tuttavia, comunque vada a finire il balletto della legge elettorale, proponiamo ai movimenti, ad Alba e a tutte le forze della società civile e quelle sindacali di fare una lista comune, aperta, scelta dal basso e in maniera democratica, con il criterio di una testa un voto. Rifondazione comunista certo non si scioglie. Ma è disponibile anzi propone di ragionare su una lista comune, con un simbolo immediatamente riconoscibile dal popolo della sinistra. E un programma che ci candidi a governare in alternativa alle politiche neoliberiste di Monti, di Merkel e della Bce».

Il simbolo, per il segretario Prc, potrebbe essere una semplice bandiera rossa, o qualcosa che identifichi una sinistra senza aggettivi. In realtà Alba al rosso preferisce l'arancione, come tutti i movimenti civici sulla scia della primavera dei sindaci. Ma intanto la proposta del Prc è lanciata. E domani a Roma una riunione dell'esecutivo di Alba, la prima dopo le vacanze, valuterà la road map dell'autunno, che porterà alla decisione finale di se e come partecipare al voto. 

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